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Il prossimo 22 ottobre 2010, a partire dalle ore 18.00, verrà presentato il libro "L'enigma siciliano di Attilio Manca. Verità e giustizia nell'isola di Cosa Nostra". L'incontro si terrà nei locali della Sala Convegni del Palazzo "Spagnolo" (OASI).
Gli interventi, coordinati da Benny Calasanzio Borsellino, saranno numerosi: Sonia Alfano (eurodeputato), Fabio Repici (legale della famiglia Manca), Gianluca e Angela Manca (familiari di Attilio), Olga Nassis (traduttrice del volume), Antonello Mangano (per le Edizioni Terrelibere.org).
L'evento è frutto di una sinergia organizzativa tra le "Edizioni terrelibere.org" e l'Associazione Nazionale "Familiari Vittime della Mafia".
Terrelibere.org ha pubblicato la traduzione italiana del libro sull'urologo barcellonese, trovato morto nella sua abitazione a Viterbo e ritenuto morto ammazzato sia dalla famiglia sia dalla forza sociale di buon senso. Nel libro si parla anche del presunto coinvolgimento di Bernando Provenzano, delle omissioni sulla vicenda e della non volontà di andare avanti nelle indagini.
Come ben ricordiamo, Attilio fu trovato morto il 12 febbraio 2004, all'età di 34 anni. Secondo i familiari, non può essere accettata l'ipotesi di morte per overdose. In primo luogo perché, secondo loro, Attilio non faceva uso di sostanze stupefacenti. E poi per tanti altri validi motivi che vi menzionerò brevemente, ma che potrete ascoltare ancora una volta durante l'incontro.
Gli inquirenti hanno rilevato che dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un'ingente quantità di sangue, oltre al fatto che il volto presentava una vistosa deviazione del setto nasale. Da cosa era stata provocata? La caduta sul piumone non si ritiene credibile. Potrà mai una caduta sul "morbido" provocare una deviazione così importante? Ulteriore interrogativo al quale nessuno ha ancora dato risposta. E poi, sul corpo del giovane medico c'erano presenti, al braccio sinistro, due segni di iniezioni: una al polso e una all'avambraccio. Sugli arti erano visibili macchie ematiche. Si è suicidato con una overdose letale? Non dimentichiamo che Attilio Manca era un mancino puro e compiva ogni atto con la mano sinistra. Aveva scarsissima praticità con la destra. Come poteva praticarsi le iniezioni in quel modo? Neppure a questo interrogativo è stata data risposta.
Altro elemento fondamentale per la famiglia: il viaggio che presumibilmente "collegherebbe" Attilio al boss Provenzano. Nell'autunno del 2003, il giovane urologo si reca nel sud della Francia, per assistere - così racconta ai genitori - ad un intervento chirurgico importante. Dall'inchiesta antimafia "Grande Mandamento" emergerà che proprio Bernardo Provenzano è stato a Marsiglia: una prima volta dal 7 al 10 luglio 2003 per sottoporsi a esami di laboratorio e in un secondo momento proprio nel mese di ottobre dello stesso anno, per subire l'operazione alla prostata. Coincidenza o fatti sui quali è necessario un approfondimento per smentire o validare l'ipotesi di un collegamento tra i due?
Con le archiviazioni, senza il necessario e legittimo tentativo di approfondire e rispondere a quesiti seri (e non a visioni!!), quello di Attilio Manca rischia di essere l'ennesimo omicidio impunito.
Il libro edito da Terrelibere.org, appena pubblicato, è in realtà una traduzione del libro El enigma siciliano de Attilio Manca, scritto dal catalano Joan Queralt. Nelle pagine viene rappresentata fedelmente la ricostruzione della vicenda, per questo è necessario leggerlo.
In chiusura una nota non va dimenticata: la famiglia denuncia che l'edizione spagnola ha subito in Italia pesanti tentativi di censura, in particolare una decina di diffide all'editore e alla distribuzione nel territorio messinese. Perché?
Noi vi invitiamo a partecipare all'evento e soprattutto ad acquistare una o più copie del libro.
Joan Queralt L'enigma siciliano di Attilio Manca. Verità e giustizia nell'isola di Cosa Nostra Traduzione di Olga Nassis Ed. Terrelibere.org, Anno 2010 ISBN: 9788890381768, pag. 204, euro 13.
COMUNICATO STAMPA DI TERRELIBERE.ORG |