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Si è svolto al Caffè Libreria "Puck" il primo degli eventi speciali del 5° Milazzo Film Festival, il forum Billy Wilder in Italia con protagonista unico Pippo Franco, comico, attore di teatro, cantante, uomo di spettacolo notissimo al grande pubblico soprattutto perché anima pulsante del famoso Bagaglino, e che in questa occasione abbiamo scoperto come persona di grande delicatezza, umiltà, umanità.
Dopo una breve introduzione di Salvatore Presti, direttore artistico del Festival, Elena Di Dio ha presentato al pubblico l’artista, inserendolo nel contesto del film che è stato poi presentato in serata nella Piazza Duomo, un film del 1972 dal titolo "Cosa è successo tra mio padre e tua madre", con Jack Lemmon, Juliet Mills e con lo stesso Pippo Franco. La Di Dio ha posto una serie di domande e Pippo Franco ha risposto con un diluvio di parole: «Ci racconti del suo incontro con Billy Wilder…» la prima domanda, e lui «A me interessano i rapporti umani… con Wilder ho avuto un rapporto unico, io in quel periodo ero un attore di cabaret, finivo di lavorare alle 3,00 del mattino, e mi ricordo titubante, incerto ma speranzoso, lui mi ha guardato e l’ho colpito, rimango impresso nelle anime e nelle menti delle persone». Ha continuato: «Mi ha detto, come farebbe questa parte lei? Ho capito che i grandi individui (come Fellini, Antonioni, Magni) sono aperti al confronto, Fellini chiedeva pareri, Billy Wilder sapeva leggere oltre».
Pippo Franco ha poi raccontato una serie di aneddoti, pezzi di vita vissuta come quando al celebre regista Billy Wilder rispose: «mi dia una settimana di tempo e così ho raccontato come avrei fatto il personaggio, descrissi una scena con Jack Lemmon riguardo la ritmica dei timbri… ero un funzionario funebre». Wilder era colui che scoprì e diresse Marylin Monroe… Il fluire di parole è continuato in modo piacevole con un pubblico rapito dalle sue parole ed ancora racconti del proprio vissuto. «Recentemente ho rivisto per il teatro Il Marchese del Grillo ed il grande Mario Monicelli giovane 94enne, mi ha fatto complimenti».
E c’è un momento che potrebbe sembrare banale, ma che spiega la grande simpatia ed ironia di Pippo Franco: ad un certo punto gli mettono un bicchiere ed una bottiglia d’acqua sul tavolo e lui: «ho già dato grazie, non vorrei dire poi, mi scappa la pipì papà». Geniale con una semplicità incredibile ha detto un qualcosa che sentiva ricordando la sua canzone più famosa e suscitando nel pubblico divertimento. Infine, ha concluso l’argomento Billy Wilder ricordando l’uomo magnifico, che gli ha mandato telegrammi: «ci siamo rivisti a Roma con giornalisti di cinema, sofisticati, e lui disse voi avete un attore italiano e lo usate poco… Pippo Franco! Sono rimasti tutti male, ma penso di avere avuto avuto ragione io!».
Altra domanda sul Milazzo Film Festival, quest’anno dedicato a Fellini, su quale fosse il suo ricordo del celebre regista. «Eravamo amici io lui e mia moglie… per la nostra visione spirituale della vita! Io ho subito i suoi orari, mi chiamava alle 7 meno un quarto, soffriva d’insonnia, io stavo dormendo e lui era sorpreso di ciò! Una persona straordinaria, ci incontravamo al ristorante, lui parlava in piedi e noi seduti e lo pretendeva… io lo invitavo a sedersi ma lui no, fino alla fine del discorso… in piedi! Avrebbe voluto fare un film ambientato nel medioevo con me… mi vedeva come un frate ed in realtà nel mio stile di vita sono proprio così, anche se non sembrerebbe!».
Pippo Franco ha poi parlato anche di Ennio Flaiano, altra figura centrale in questo Festival: «ho amato di lui Tempo di uccidere un film ambientato in Africa. Vorrei aggiungere il mio bel rapporto con Antonioni, prese l’Oscar da persona matura, ero curioso su cosa rappresentasse per lui l’Oscar… , lo teneva su un armadietto ed un giorno in cui ero a casa sua mi disse “prendilo Pippo" ed io ero stupefatto pensavo “forse me lo dà perché sa che non lo avrò mai”, ma io non ci tenevo io gli ho detto “ma perché me l’hai fatto prendere?” e lui: ma non vedi quanto pesa? Con quelle parole mi faceva capire come in realtà volesse ridurre la statuetta ad un oggetto fisico, l’idealità scompariva, quell’Oscar dopo un mese gliel’hanno rubato».
Applausi scroscianti ed a questo punto ha letto una poesia a lui dedicata un emozionatissimo Giovanni Boncoddo, attore che in questo Festival sta leggendo pezzi del libro “Turi Vasile – Un villano a Cinecittà”. Un altro particolare di non poco conto: mentre ascoltava Pippo Franco si è alzato in piedi, gesto di grande rispetto, con quella delicatezza di una persona d’altri tempi. Quindi un gruppo di goliardi milazzesi che si dilettano scrivendo tre volte al mese il giornalino Terminal ha consegnato una targa… (erano presenti Santino Smedili, che dirige l'Ufficio Statistica al Comune di Milazzo, ed il dott. Andriolo, medico all'Ospedale milazzese) ed anche in questo caso l’ironia di Pippo Franco è emersa: li ha accolti dicendo "ma Terminal 1 o 2?". Santino Smedili ha letto il contenuto della targa in cui si definisce Pippo Franco maestro di satira ed ironia aggiungendo che lui avrebbe messo anche vecchio goliarda, Pippo Franco ha apprezzato ma in risposta all’affermazione di Smedili che il giornale non ha colore politico “senza colori politici dove pensate di andare?” e l’altro non contento ha detto sì il giornale è anche gratuito a Pippo Franco in un modo molto espressivo ha esclamato “pureeee…”. Chapeau al grande Pippo Franco e complimenti agli organizzatori che hanno portato a Milazzo una “bella persona” oltre che il personaggio dello spettacolo che tutti conosciamo! |