È nata da qualche anno a Roma una band "speciale" e nei giorni scorsi è stato possibile ammirare questi ragazzi ricchi d’impegno, di voglia di fare e soprattutto pregni di un amore smisurato verso la musica, in un servizio mandato in onda dal Tg1 delle 20,00. Ma chi è dell'ambiente li conosce già! Sono guidati da un’eccellenza nel campo artistico-musicale che risponde al nome di Sergio Quarta!
Di questi tempi sono tantissimi i giovani che sgomitano nel campo musicale e numerosi i talenti che stentano ad emergere! Qui siamo in presenza di un gruppo, i Deaf drums road, che non ha partecipato a nessun reality o talent show, non proviene da Amici o da X-Factor, bensì da un ridente Convitto che si trova immerso nel verde di Casale Lumbroso, a Roma!
Un Convitto guidato con sapiente maestria dal Rettore Rosella Puzzuoli, coadiuvata da un gruppo di educatori di altissimo livello. Conosco l’ambiente personalmente per averci lavorato come educatore qualche anno addietro e confesso che è stata una esperienza che mi ha arricchito. Dopo l’iniziale (e comprensibile) diffidenza dei ragazzi, pian piano ho instaurato con loro un rapporto basato sulla fiducia, sulla stima, ed in questo sono stato favorito dalla grande disponibilità dei colleghi educatori che mi hanno fatto sentire a mio agio sin dall’inizio. Sono esperienze di vita che toccano, e tutto al Convitto Sordi di Roma è gestito con uno spirito manageriale da Rosella Puzzuoli che fa del dialogo il proprio punto di forza, una leader non dispotica ma sempre disponibile con tutti. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Qui, questa tenace Rettore ha deciso di mettersi in gioco accettando la scommessa: creare un laboratorio all’interno del Convitto stesso, guidato dal musicista professionista Sergio Quarta. L'ho incontrata e mi ha raccontato: «Ho sempre creduto che i giovani vanno aiutati a tirar fuori le loro potenzialità e portarle al massimo livello. Ciò vale anche per coloro che hanno dei deficit. Non bisogna fermarsi all’esteriorità della forma, ma cercare all’interno di ciascuno quale sia l’eccellenza che può essere messa in luce. Quando ho conosciuto il maestro Quarta ho creduto che si poteva lavorare insieme, la sua passione per la musica corrispondeva alla mia passione per l’educazione dei giovani e così abbiamo messo insieme il primo progetto che aveva come titolo “Musica e Movimento” ed abbiamo cominciato la nostra avventura. Da quel momento è stato un crescendo di impegno da parte dei ragazzi sordi per sviluppare il senso ritmico nonostante il loro deficit. È emozionante sentirli suonare, ma soprattutto vedere come questa passione li conduce ad elaborare nuove forme di socializzazione e di comunicazione. Un giorno mi avevano chiesto di fare un intervento presso una scuola media per parlare della sordità ed ho portato con me due dei convittori sordi appartenenti al D.D.R. Ancora una volta mi hanno meravigliato. Sono riusciti, mentre noi relatori tenevamo il nostro discorso a farsi prestare due tamburi dalla prof.ssa di musica che avevano conosciuto mezz’ora prima ed hanno improvvisato un piccolo spettacolo musicale per i ragazzi della scuola media. Ciò ha prodotto un successivo dialogo tra loro con domande e curiosità a cui è seguito uno scambio di esperienze che ha arricchito entrambi.”
Viene solo da dire: chapeau! A vederli dal vivo i Deaf Drums Road, lo spettatore non immagina di certo che loro non sentono il suono della musica. Sta qui il lavoro del Quarta, una tecnica difficile, sopraffina, ma con risultati strabilianti: il ritmo viene dato dalle vibrazioni del corpo. Nasce così il primo gruppo di percussionisti non udenti.
Una persona sorda dalla nascita percepisce solo vibrazioni, frequenze ma c’è l’assenza di un messaggio ritmico musicale. Ecco che allora il Quarta si è concentrato sui movimenti spontanei e quotidiani dei ragazzi, ed in particolare sul modo di camminare, che riproduce una sequenza ritmica! Tenendo in grembo un tamburo e cercando di sostenere una camminata naturale, ad ogni passo corrisponde un colpo di tamburo.
Nel corso dei tre anni il progetto si è incrementato e ora il laboratorio prevede un gruppo di "veterani", ovvero un corso avanzato, e un gruppo di principianti. Il corso di musica ha prodotto, inoltre, una notevole socializzazione tra gli allievi, come ha puntualizzato il Rettore stesso. E i ragazzi del Convitto per sordi di Roma guidati dal maestro Quarta ora sono in grado di esibirsi anche davanti a un vasto pubblico, proprio come è successo a piazza Vittorio in occasione della premiazione del progetto "Global junior challenge 2009" con un pubblico entusiasta che ha manifestato la propria ammirazione facendo vibrare in alto le mani per applaudirli, o come in occasione delle Olimpiadi dei Convitti che si sono tenute a Lignano Sabbiadoro nel maggio del 2008 e 2009 ed in altre occasioni.
Ed allora non possiamo che dire lunga vita ai D.D.R e lunga vita al Convitto per Sordi di Roma! |