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COMUNICATO STAMPA
Le ultime piogge torrenziali e le conseguenze susseguitesi in un arco di pochi giorni hanno riproposto il gravissimo tema del rischio idrogeologico nel messinese. E’ una situazione che io e il mio partito attenzioniamo da tempo, sulla quale abbiamo chiamato in causa il sindaco. I soldi del Ponte vanno indirizzati a Giampilieri, Scaletta e agli altri disastri che ci contraddistinguono, ma Barcellona può beneficiare delle normative regionali volte a prevenire queste tragedie. Barcellona possiede 3 principali zone, distinte ma unite da un potenziale esplosivo: la zona montana, dove incendi, colture scriteriate ed incuria hanno reso il terreno franoso e continuamente esposto al logorio delle pioggie; la zona centrale che, ricordiamolo, è costruita su antichi letti fluviali, pone forti incognite soprattutto relativamente alla portata del Longano, della quale il ponte non tiene conto e che comporta emergenza per tutto il centro cittadino; le zone “basse”, più vicine al mare, che comprendono il tratto tra Coccomelli e Battifoglia, la Saia d’Agri, Bartolella, la zona di Pantano e altre tra Oreto ed Acquacalda: queste, asfaltate, sono comunque “saie” e “pantani”, che come tali si comportano, con la differenza che non possedendo vie di drenaggio si allagano e il tutto è reso ancor più esplosivo dalla presenza dei classici sottopassaggi, come nella zona della stazione. La mancata richiesta di analisi da parte del comune fa passare tutto sottotraccia e l’argomento non è affrontato. Con grosse probabilità queste zone schizzerebbero subito al livello R4, con urgente necessità di intervento. Le possibili misure sono, per la prima zona, la cessione al pascolo di vaste aree montane, il che permetterebbe la ricostituzione autonoma dell’equilibrio naturale di questi terreni (che alle prime piogge si trasformano in fango, ovviamente soggetto a scorrere a valle) e che darebbe (con un pò di buona volontà) anche opportunità di lavoro persino su ampia scala. Per la seconda e la terza zona sono necessari urgenti interventi sul ponte e sul corso del torrente (che ha già dato segni evidenti di cedimento), nonchè sulle saie, con canali di scolo e revisioni strutturali di quelle che sono vere e proprie conche e che spesso diventano stagni o laghi, con le case tutt’intorno! Ovviamente non è catastrofismo, ma situazioni di cui il Comune è al corrente e che necessitano di interventi che, attuati per tempo, possono essere considerati di ordinaria amministrazione. Finora nessuno si è mosso. Anzi. Colgo l’occasione per dire che il circolo “Ottobre Rosso” di Barcellona continua questa importante battaglia. Dato che adesso entriamo nella ricorrente fase alluvionale a portata più intensa (e in altri posti i risultati si sono già visti), se a Barcellona dovesse accadere qualcosa del genere, io riterrò l’amministrazione comunale direttamente responsabile>>.
Pasquale Rosania, coordinatore Circolo Prc “Ottobre Rosso”, Barcellona P.G.
FONTE: http://www.gcbarcellona.netsons.org/archives/0000473
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