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Maria De Filippi piace, è vero. La fortuna vuole, però, che non piaccia a tutti. Il solleticare la dimensione delle lacrime facili, il suo finto sentire, capire, vedere e conoscere ci ha tenuto (e – ahimè – ci tiene ancora) compagnia in questi anni. È chiaro che, accendendo la tv e guardando un suo programma, il sentire quasi comune è: “la tv, quella del vero varietà e delle cose serie, è morta”. Ed è stata sepolta da tutti i personaggi che, simili alla De Filippi, hanno intessuto le ragnatele soffocando quello strumento a tubo catodico che avrebbe dovuto far compagnia (non volgarmente violentare) le solitudini delle nostre case.
Come nelle migliori arrampicate sociali, Maria parte quasi dal basso. Padre farmacista e madre insegnante di greco, si diploma e poi si laurea in Giurisprudenza, specializzandosi in Scienze delle Finanze. Ma è immediatamente dopo l’incontro con Costanzo, e la sua proposta di collaborare con Simco (Agenzia di Immagine e Comunicazione), che la ragazza prende il volo massacrandoci le nostre ore televisive. Non è subito violenta. Quell’aria un po’ da ragazza fragile e incerta dei primi anni di Amici (debutta nel 1993, nel 1997 e 1998 pubblica la raccolta dei racconti struggenti), viene immediatamente modificata, plasmata, quasi corrotta, da una chiara opportunità personale e professionale: Maria De Filippi comanda il telecomando del 60% del pubblico femminile. Il suo telecomando impone sui più l’abbandono del certificato di garanzia sulla dimensione intellettiva personale.
In moltissimi si chiedono come sia riuscita a monopolizzare l’attenzione di mamme, nonne e – addirittura – ragazze sveglie e, poi, annullare la capacità del senso della critica. Il motivo è chiaro: soffriamo tutti un po’ di quella sindrome morbosa a controllare, conoscere, scoprire, intrufolarci… la cosa importante è che riguardi la vita degli altri. Così lacrime, finta spensieratezza, storie frantumate, genitori e figli distanti, muscoli e voglie sessuali, e chi più ne ha più ne metta, improvvisamente vengono messi davanti alla tv, ad uso e consumo degli spioni e degli spiati. I sentimenti, le sensazioni, le emozioni, e tutto quello che riguarda la “stanza debole” dell’altro vengono messi in discussione, girati come un calzino, raccontati a chi è amante di articoletti di gossip. Ci prova in tanti modi, grazie anche alla complicità del baffuto marito: Amici (1993, seconda edizione), Amici di Sera (1994), Uomini e Donne (1996), Missione Impossibile (1997), Coppie (1997), Accadde domani (1998), C'è posta per te (2000), Amici di Maria De Filippi ex Saranno Famosi (2001), Volere o Volare (2004), Vero amore (2005), Unan1mous (2006). Riesce anche a vincere diversi telegatti: 1995, Telegatto con la trasmissione Amici; 1996, Telegatto con Amici di Sera (categoria "Intrattenimento con ospiti"); 1997, Telegatto, come "personaggio femminile dell'anno"; 1998, Telegatto; 2000, Telegatto con C'è posta per te (categoria "Talk Show"); 2001, Telegatto con C'è posta per te; 2002, 2 Telegatti con Accademia di "Saranno Famosi" (categorie: "Reality Show" e "Trasmissione dell'anno"). I programmi lacrimaio (C’è posta per te, ad esempio) o guerrafondai (Amici di Maria De Filippi, programma prima talent scout e poi reality show) non riescono più a nascondere quello che umanamente è da considerarsi stupido e cinico. Raffaella Carrà, nel suo Carramba che sorpresa, presentava – in confronto – un coretto di giovani seminaristi. Dalla De Filippi, invece, nascono e si perfezionano serpentelli, opportunisti, etc. La Maria distilla finta professionalità, lasciando la possibilità ad un bigotto pubblico, di fischiare o applaudire in base al proprio giudizio personale in un processo da piazza televisiva. Il pubblico cerca di comprendere, attraverso la spiegazione suggestiva della De Filippi, il senso e il non senso di una storia che provoca il suo furore, sia nelle risate, sia nei pianti, sia nelle storie strappalacrime. Quando qualcuno non comprende, non ce la fa, non ci arriva, allora viene congedato dalla Maria popolare, come intellettualmente e umanamente degenerato. Maria De Filippi non ci aiuta a crescere sulla scia della sanità emozionale. È chiaro. Non aiuta i bambini, non aiuta i giovani, non aiuta gli adulti, e neppure gli anziani. Aiuta solo a costruire ed organizzare meglio quella tv spazzatura della quale, colpiti nelle sfere cognitive più alte, non riusciamo proprio a liberarci. Attraverso la De Filippi si apprezza un mondo fatto di spioni e di spiati, di cataclismi cerebrali, di volgarità non più farfugliate ma ricche di quella manifesta sfrontataggine che spinge – i pochi dotati cerebralmente – a comprendere che la tv italiana è morta. Uccisa in modo violento da finti talent show, da programmi lacrimai, da reality show volgari.
Richiediamo un minuto di raccoglimento e vi invitiamo al tesseramento al Club "Nemici di Maria De Filippi". La tessera ve la danno gratis!
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