Facebook: chi ci spia e chi ci cancella? Oggi è possibile saperlo

Scritto da Giulia Carmen Fasolo, 21-02-2010 22:11

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Pubblicato in : Rubriche, Comunicazione e Costumi



 

facebook

Premessa
Facebook, l’ormai famoso social network della nostra era, è il buco della serratura attraverso cui spiamo noi e gli altri, nella violazione dei limiti della zona intima imposta dalla neo prossemica digitale. Tutto è concesso, su facebook. Il tag è divenuto, da qualche tempo, la ragnatela rapida ed efficace per rappresentare condivisione non solo di idee, ma anche di foto, video, canzoni, documenti, progetti, amori, gruppi di appartenenza o da cui prendere le distanze, eventi sociali, e qualsiasi altra cosa sia intessuta e rappresentata dalle dinamiche interpersonali. Per attuare un tentativo che le vecchie chat avevano: sviluppare e diffondere messaggi senza usare telefono, videotelefono, sms o lettere (le care vecchie lettere!).
Oggi Facebook, nella sua faccia “socialmente meno utile”, è la bottega del pettegolezzo, perché sappiamo dell’altro più di quanto lui vis-à-vis ha mai osato raccontarci, conosciamo quando è nato, se è sposato... Se l'altro non fornisce queste informazioni, le inferiamo dalle sue iscrizioni ai gruppi, dalla sua rete sociale, dalle sue foto, dai tag nella sua bacheca, etc. In altre parole, oggi il rischio è quello di arrivare a porter chiudere e aprire con un semplice clic la finestra sulla la vita privata e sociale dell'altro.

Statisticamente dimostrato (e dunque sempre dimostrabile) che la lista dei nostri sms e delle nostre chiamate si è accorciata almeno del 23%, poiché l’incontro ora avviene – per fortuna non nel 100% dei casi – via digitale. Sappiamo come sta il nostro amico e come sta l’amico del nostro amico e quale rapporto intercorre tra di loro, come tra lui e il resto della sua rete sociale. L’accelerazione cognitiva è dovuta alla gestione convulsa di più elementi, stimoli, curiosità da immagazzinare come si fa con gli item da memorizzare. La nostra memoria di lavoro diviene un cantiere aperto e il riporto costante aiuta il passaggio delle informazioni nel magazzino a lungo termine, a cui accedere nei momenti di utilità digitale.
Anche i più resistenti a facebook, o in genere i titubanti rispetto agli strumenti digito-attrattivi, vengono toccati. Esattamente come accade a chi dichiara di non guardare Beautiful, ma sa benissimo chi è Brooke, chi è Ridge e quali intrecci sessuali si nascondono dietro questa “famiglia televisiva”. Un’era digitale dove tutto diventa funzionale ad un bisogno di compensare bisogni condensati, non soddisfatti, non ricognitivamente elaborati del tutto.

Ancora oggi, nonostante le numerose smentite dallo stesso Staff di Facebook, vi sono milioni di persone che si iscrivono a gruppi che dichiarano di conoscere la modalità per sapere chi visita il nostro profilo su Facebook. Se ad una veloce e superficiale ricerca, oltre tre mila sono i gruppi che si dichiarano in possesso della “formula magica” per scoprire chi ci spia, non osiamo immaginare quanti possano essere se la ricerca diviene attenta e approfondita.
Facebook, dalla faccia ridondante di messaggi, riprese e condivisioni, distribuisce talune volte falsate verità. Infatti, tutti questi gruppi non possiedono chiavi segrete per accedere all’altro, al suo profilo e al suo spazio, per quanto il Grande Fratello oggi ci insegna che neppure guardare qualcuno sotto la doccia diventa una violazione di privacy, né con la sua consapevolezza né senza questa.

Dunque, facebook non offre alcuna applicazione ufficiale (cestinate il vostro fasullo Pro Counter) per scoprire chi guarda il nostro profilo, né ci fornisce una immediata notifica di chi non ci “logga più”. Eppure, così come nelle storie reali delle dinamiche interpersonali, anche in questa ricerca vi sono verità interessanti e modalità per soddisfare questo bisogno di “lurkare” (=rubare per curiosità informazioni). Dunque, è possibile sia vedere chi spia il nostro profilo su facebook, sia chi ci cancella o chi si cancella.

Chi ci spia? Ecco come saperlo
Come dicevano, Facebook non autorizza ufficialmente alcuna modalità o applicazione per soddisfare questa nostra strana esigenza (né modalità e applicazioni vengono possedute dai gruppi che ho visto in giro). Ma è sufficiente smanettare su internet per rintracciare strategie certamente complesse, ma che esaudiscono il desiderio (… che nasconde cosa della nostra identità?) di travalicare i limiti della conoscenza digitale dello spazio dell'altro. Pertanto, è possibile sapere chi guarda il nostro profilo su facebook, qualcuno preferisce dire “chi spia il nostro profilo”. Però, essendo una modalità complessa, servono cinque cose (non tutte, per la verità, semplici):
1) iscriversi ad un counter specifico con i numeri IP in chiaro (e non quelli come shynistat, etc);
2) conoscere il linguaggio di programmazione php;
3) saper gestire i riquadri su facebook, inserendo delle piccolissime e agevolissime applicazioni invisibili (dono dell’era digitale!);
4) aver ricevuto almeno una volta una e-mail o un post su facebook della persona (o delle persone) di cui ci interessa tenere “traccia delle visite sul nostro profilo”;
5) sapere che cos’è un indirizzo IP e come deve essere letto, soprattutto nell’ultima parte numerica.

Lo stesso internet ci svela, pertanto, la modalità per conoscere chi ci guarda. Tale procedura, descritta ampliamente in un portale famoso di manuali informatici e di trucchi per il pc (nonostante sia illegittima e irriverente nei confronti della legge sulla privacy, quindi da non fare!), è alla portata di chiunque ed è spiegata nei minimi dettagli (quindi applicabile anche da un based power user). Eppure, nonostante questo e nonostante la facilità con cui è possibile accedere ad una informazione che viola chiaramente e ampliamente il gioco sotteso di facebook (mi nascondo io perché ti nascondi tu), i gruppi facebookiani “spia contro-spia” proliferano all’inverosimile. Non è che forse, dietro il tentativo di sapere chi guarda il nostro profilo, si cela il bisogno di sapere quando l’altro “pensa a noi”, cosa vuole sapere di noi, perché vuole sapere di noi e – soprattutto – qual è la sua idea di noi? È un gioco talune volte crudele, talune volte divertente. Verbalmente indicibile, che parte dalla nostra stanzina chiusa (inconscio?), procede a falcate e ci spinge a cliccare e sapere il più possibile. La cosa certa è che dietro l’architrave del nostro pc esistono tante facce quante le pagine visitate e tante espressioni quante sono le motivazioni che ci spingono dentro esse. E poco importa se l’applicazione counter “invisibile” viene scovata dallo staff di facebook (dopo moltissimi mesi) e bloccata, bastano 10 secondi o poco più per ripristinarla e stare al passo con le esigenze di curiosità, senza più censure.

Chi ci cancella da facebook? Ecco come saperlo
L’elastico che ci spinge a sapere, che ci avvicina morbosamente e ci allontana paurosamente dall’altro, ha anche un’altra faccia: la voglia di sapere – in mezzo a tanti amici – chi si cancella da tra i nostri amici, chi ci cancella dalla propria lista di amici (che poi è la stessa cosa, ma vista emotivamente da un’altra prospettiva) e chi ci “restringe” nelle visualizzazioni sul proprio profilo. Questo bisogno digito-attrattivo è subito ripagato con una modalità ancora più facile della precedente, perché è gestita dall’utente, non richiede iscrizioni, non richiede conoscenze di linguaggi di programmazione (php, asp, etc) e quant’altro e soprattutto non viola la legge sulla privacy (insomma, legittima e legale). Ci servono solo e soltanto due cose:
1) Un browser che molti conoscono e usano: mozilla firefox (open source);
2) L’autorizzatissimo e intelligentissimo plugin Greasemonkey.

Ma anche qui si disattende all’incontro con l’altro, perché non diciamo, non parliamo, non incontriamo, non chiediamo, non interpelliamo le motivazioni, non dichiariamo, non esplicitiamo un pensiero se non attraverso post rapidi (messaggi, gruppi, etc) nella nostra bacheca con la certezza che l’altro prima o poi leggerà (e leggerà prestissimo) e agirà, in una catena ulteriore di anelli illimitati.

Buon facebook grandefratelliano a tutti!

 


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