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Home Cose da pazzi? No, cose da facebook! Facebook: spioni e spiati. Addio alla privacy!
Facebook: spioni e spiati. Addio alla privacy!

Scritto da Carmen Fasolo, 06-01-2011 12:46

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Pubblicato in : Rubriche, Cose da pazzi? No, cose da Facebook.


Vi ricordate del volto della bella donna usata dalla Cauldron? Ovviamente no, vi ricorderete solo la sua ambigua posizione e il suo invito a montare (l’impianto fotovoltaico) a costo zero. È una delle occasioni nelle quali anche il mondo di Facebook si è prodigato a postare, taggare, condividere e commentare. Nella maggior parte dei casi la propria indignazione ha avuto la meglio, ma soprattutto a favore dei chili di pubblicità che l’azienda è riuscita a farsi a costo zero. E sì, perché in pochi si sono limitati a segnalare all’autorità competente (Agcm oppure IAP) l’abuso dell’immagine del corpo della donna che fa decisamente arricciare il naso.

 

Gli altri si sono prodigati a raccogliere firme, a fare comunicati urlati, ed ovviamente a indignarsi su facebook, passando di bocca in bocca il nome dell’azienda. Ma così è la vita. Facebook serve anche a questo, non solo a farsi gli affari degli altri con pochissimi click. E poi, pensate a coloro che non avevano avuto la possibilità, prima del ritiro dei cartelloni, di guardare la donna  in perizoma e tacchi a spillo, piegata e invitante. In quale posto migliore rivederla se non su Facebook?

C’è dell’altro... In fondo, Facebook non è nato, come gli sviluppatori vogliono farci credere, per mettere in contatto amici, parenti e conoscenti sparsi per il pianeta terra. È nato per spiare. Addio alle vecchie carrambate del tubo catodico. Qui serve pulir bene il buco della serratura del profilo,  per guardarci meglio. E sempre più oltre.

Proviene da Bari l’ultima trovata. Inizialmente si pensava fosse una bufala, ma sull’acchiappa bufale più famoso del web (Attivissimo Blog) neppure l’ombra. E dunque, facebookiani abbandonate gli inutili gruppi o pagine che vi promettono di farvi scoprire chi visita il vostro profilo (non servono proprio a niente!). Superate anche iFamebook che vi indicava i nomi degli spioni, a patto che anche gli spiati avessero installato la stessa applicazione (ricca di pubblicità, ma comunque funzionava). E potete anche ritenere ormai obsoleto il plugin legato a Greasemonkey che indicava chi ci cancellava dai propri contatti o ci parziava l’accesso al suo profilo (che strani termini si usano su internet! Ma anche questo funzionava).

Ora, con la nuova applicazione, abbiamo tutto in uno. L’unica cosa che ancora non riusciamo a sapere è se il tizio che ci spia si sta soffiando il naso in quel preciso istante oppure si sta comodamente grattanto la schiena. Privacy definitivamente tumulata? Sì, la nuova applicazione messa in piedi da un folto gruppo di programmatori baresi non ci fa solo scoprire quando e da chi siamo spiati (sapendo l'ora, il giorno e quante volte è entrato), ci fa diventare anche spioni. Ed ovviamente, aspetto più succulento per qualcuno, anche sui profili di coloro che non sono tra i nostri contatti. Voi direte: tutto normale, ma possiamo limitarci a vedere – sempre con il loro “consenso” – la loro presenza su facebook. Niente bacheca, niente foto, niente note, niente commenti. Niente… di più falso. Oggi possiamo fare anche questo ed anche se ci "bannano", cioè se ci vietano del tutto di "ritrovarli" su facebook anche solo come utenti iscritti.

Tutto vero, non è – purtroppo – uno scherzo. Avete disabilitato la possibilità di guardare la vostra bacheca all’ex fidanzato spione che avevate cornificato e bannato a suo tempo? Adesso lui può navigare, e senza bisogno di remi, in lungo e in largo sguazzando in mezzo ai fatti vostri. Avete limitato l’accesso alle vostre fotografie? Abbattuto anche questo.

L’applicazione funziona bene ed essendo esterna a facebook non potrà in alcun modo essere bloccata dal suo Staff (al quale, in verità, non è mai importato granché della privacy). L’applicazione non è ancora disponibile per tutti, ha viaggiato attraverso una mailing list nazionale di programmatori informatici che l’hanno ricevuta per testarla gratuitamente su un campione di un minimo di 200 unità. A discrezione del ricevente accettare (seppellendo ogni dignità di privacy) o rifiutare. In cambio, il tester avrebbe ricevuto l’applicazione in modalità eterna e senza alcun costo, anche dopo il test sulla versione beta.

Secondo voi in quanti avranno posto perplessità e invocato la privacy? O in quanti avranno palesato che tutto questo, rilasciato un giorno ai più, può divenire un pericoloso stalking digitale? Un solo membro. La risposta alle perplessità è stata immediata: facebook è nato per questo, se non piace, basta non iscriversi. È questa l’era digitale…


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