Jafar Panahi arrestato per le sue idee

Scritto da Carmen Fasolo, 10-03-2010 11:01

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Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo


Jafar PanahiIl regista, che ha firmato - tra i vari - lavori cinematografici come "Il Cerchio", dell'anno 2000, e "Oro rosso", dell'anno 2003, nei quali ha denunciato lo stato in cui versa l'Iran, è stato sequestrato perché colpevole di aver chiesto alle autorità un visto di uscita per partecipare, il mese prossimo, a una conferenza sul cinema iraniano a Berlino.  Secondo l'intelligence «l'arresto è avvenuto perché Jafar Panahi era impegnato nella realizzazione di un film documentario sulle recenti proteste antigovernative scoppiate in Iran dopo le contestate elezioni presidenziali di giugno».  Secondo le stesse fonti, il quasi cinquantenne Panahi non avrebbe avuto il permesso per girare nella sua terra le immagini del suo nuovo film.

L'ultimo premio vinto dal regista risale al 2006, con l'Orso d'argento al Festival di Berlino, per il film "Offside". In esso si narra la storia di alcune ragazze iraniane costrette a travestirsi da uomini per poter andare a vedere una partita della nazionale di calcio.

Nel 2000 aveva già vinto il Leone d'oro al festival di Venezia grazie al film già menzionato "Il Cerchio", la storia-denuncia di otto donne.

Oggi risuonano come sinistri presagi, le parole che il regista avava rilasciato, in un'intervista, nel 2003: «c'è un prezzo da pagare in Iran per lavorare in modo indipendente dal governo e questo prezzo è non vedere i propri film nelle sale del proprio paese. Io - concludeva - continuo a resistere, valutando gli umori della commissione censura, cercando dei trucchi per farmi approvare le sceneggiature e arrivando anche a minacciarli per riuscire ad ottenere l'autorizzazione a girare».

Il potere aveva già violato la libertà individuale e di pensiero del regista quando, il 30 luglio del 2009, lo aveva arrestato, sempre insieme alla sua famiglia mentre prendevano parte alla commemorazione di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa dai Pasdaran in una manifestazione dell'Onda verde a Teheran e diventata, con la sua morte, il simbolo della violenta repressione del regime.

Poche ore dopo l'arresto i tre erano subito stati rilasciati. Al regista però era stato impedito di lasciare il Paese: non si sarebbe quindi potuto recare ai festival cinematografici di Mumbai, in ottobre, e di Berlino, nel febbraio scorso.

Anche su facebook è stato aperto un gruppo per chiedere la liberazione del regista: http://www.facebook.com/group.php?gid=336291924474&ref=nf&v=info.

A proposito dei diritti di pensiero e di parola, ci viene in mente una bella canzone di Francesco Guccini, anche se scritta per motivi diversi e per Silvia Baraldini:  http://www.youtube.com/watch?v=ANj07G3WWtg


 


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