
Ieri, a discapito della democrazia, è stata scritta la pagina più nera degli ultimi anni. Con un attacco senza precedenti da parte di Giorgio Napolitano, la democrazia è stata seppellita, insieme agli ultimi baluardi delle speranze di chi questo governo non lo ha mai appoggiato, né votato per salire al potere (perché di potere si tratta).
Eppure, il regime è riuscito a scavare e scavare e scavare fino a portare la sua vittoria fino al Colle. Uno di quei posti che fino ad oggi erano stati quasi garanzia di libertà. Certamente lo si riteneva garanzia della Costituzione Italiana.
Ieri, poco dopo le 19,30, tutte le agenzie di stampa principali diramavano le anticipazioni dul decreto «interpretativo» del governo Berlusconi relativamente alla presentazione delle liste elettorali. Due ore dopo, circa, il dl veniva approvato, in barba ad ogni principio costituzionale.
Con questo dl si prevede il ripescaggio delle liste escluse di fatto, riaprendo i termini per la loro presentazione. Eppure, se non ricordiamo male, lo stesso Napolitano giovedì aveva invitato tutti ad aspettare la risposta della magistratura.
Poco prima delle 22,00 del 5 marzo 2010, la democrazia viene seppellita, con l'ultimo sassolino sulla bara lanciato proprio da Napolitano. Viene firmato il decreto salva-liste. Ancora una volta, Berlusconi ce la fa. Addio, democrazia.
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