Assemblea cittadina: "Giù le mani dall'IPAB"

Scritto da Alfredo Anselmo, 19-06-2010 08:21

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Pubblicato in : Rubriche, Barcellona Pozzo di Gotto

A Barcellona Pozzo di Gotto esiste da anni una situazione che ha dell’incredibile: parliamo dell'IPAB (l'Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza di Barcellona). Trattasi di un Ente (la cui sede legale è in Via Immacolata) nato grazie ad una legge del 1890 e per fini sociali, ovvero gestire i beni immobili lasciati in eredità da ben 5 famiglie barcellonesi: i Bonomo, i Munafò, i Nicolaci, i Perdichizzi ed i Picardi.

 

I fini sociali menzionati nell’atto fondativo erano volti a favorire minori e famiglie svantaggiate della nostra città. Ma, purtroppo, coloro che nel corso degli anni si sono avvicendati nella gestione dell’Ente in esame, hanno agito in modo a dir poco discutibile. E quel che più sorprende nel silenzio generale. Ora qualcosa si muove, finalmente diciamo noi… ed era ora. Varie associazioni operanti sul territorio quali Agorà, Avulss, Vicariato diocesano, Unione ex allievi, Unione ex allieve, P.G.S. Hodeir, Vivi Don Bosco, Co.di., Genius loci, Giovani per Barcellona, S.D.B., F.M.A., Associazione "Liberi tutti" e Fidapa hanno indetto una Assemblea cittadina, che si è svolta nell’Anfiteatro dell’Oasi proprio con l’obiettivo di far conoscere alla popolazione barcellonese i beni che ricadono nel territorio comunale ma anche nei comuni di Terme Vigliatore, Castroreale e Merì.

 

In precedenza era stata diffusa una lettera/comunicato da parte di tutte le associazioni che hanno preso a cuore questa vicenda tramite don Salvino Raia, Direttore dell’Oratorio Salesiano, ancora una volta in prima linea quando c’è da estirpare la mala pianta nel nostro territorio. Nel comunicato stesso si metteva in rilievo come «negli anni non vi sia mai stato nulla di sociale nella gestione dell’IPAB, a partire dal mancato recupero crediti alla concessione di immobili a personaggi in odor di mafia» per poi concludere che «la farsa si è sfiorata quando l’unico progetto presentato dal 1992 ad oggi è stato l’apertura di un centro termale con piscina e Bed & Breakfast nell’istituto delle suore».

In effetti, è l’Istituto delle suore di Maria Ausiliatrice di Via Regina Margherita l’unico ente avente un fine sociale e che rispetta le volontà iniziali dei donatori. Durante la già citata assemblea, è stata snocciolata la scriteriata gestione di questi anni. Le gradinate dell’Oasi erano piene e questo è già molto positivo, evidentemente la città ha voglia di sapere e soprattutto di "capire". Moderatore è stato don Salvino Raia che ha ceduto subito il microfono a Masina Genovese (Fidapa) la quale ha fatto una sorta di cronistoria dell’IPAB, facendosi la classica domanda retorica "perché ben due Presidenti del Consiglio di Amministrazione si siano dimessi?", parlando poi di crediti milionari e non riscossi nei riguardi dei Comuni di Barcellona e Terme Vigliatore.

A questo punto dal pubblico ha preso la parola il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Candeloro Nania, il quale ha tenuto a puntualizzare come sia importante presentare le carte, «potrebbero esserci contenziosi» e concludendo che «ciò che è più importante è che vi sia un buon Consiglio di Amministrazione, ed io per quanto mi compete ho fatto la mia parte» (riferendosi alla nomina nel CdA di competenza del Comune di Felice Spinella). Quindi ha preso la parola una battagliera Suor Marilena della Suore di Maria Ausiliatrice, la quale ha parlato di "patrimonio mal amministrato" rivendicando che le suore si mantengono da sole senza aiuto alcuno ma solo per mezzo dei corsi di formazione che organizzano. «Quel che fa più male - ha concluso - è il progetto mancato per i giovani di questa città».

A seguire l’intervento, molto applaudito, del sindacalista Salvatore Chiofalo, il quale ha portato a conoscenza del vasto uditorio la situazione di 4 lavoratrici dell’IPAB delle quali una ha fatto la richiesta di pensione scoprendo che l’IPAB stesso non le aveva pagato i contributi. Quindi l’intervento forse “più forte” della serata, (potremmo chiamarla una testimonianza), da parte di Leonardo Orlando, giornalista della Gazzetta del Sud, che nel proprio lavoro quotidiano ha scoperto gradualmente cosa fosse l’IPAB e quali fossero i retroscena nascosti. Al centro di tutto la figura di Mariano Cangemi. Orlando ha raccontato della chiusura totale dello stesso quando si trattò di portare a conoscenza quali fossero i beni dell’Ente. «Beni immobili di grande valore. Terreni soprattutto, parecchi dei quali in territorio di Terme Vigliatore ed utilizzati da imprenditori di Barcellona, addirittura da una vedova di un boss - ed ha concluso - anche a Barcellona un terreno sul quale è nato un supermercato del Gruppo Bonina è dell’IPAB».

Quel che sorprende e desta stupore è che mai nessuno sia intervenuto, oggi qualcosa si è mosso e ci piace concludere con le parole di Don Salvino il quale ha chiuso l’Assemblea fra gli applausi convinti dei presenti affermando: «ci conforta il fatto che la giustizia non la può fermare nessuno». L’augurio è proprio questo, giustizia sia fatta ed il nuovo CdA (Lucia Iannuzzi, indicata dal Prefetto; Guglielmo D'Anna, indicato dal Presidente del Tribunale; Felice Spinella, indicato dal Sindaco; Don Salvino Raia, indicato dalla Curia Arcivescovile; Gianni Silva, indicato dalla Regione)  sia qualcosa di nuovo rispetto ai passati gestori, per il rispetto dovuto alle volontà dei donatori, con l’augurio che le finalità sociali tornino ad essere al centro dell’IPAB, come avrebbe dovuto essere in tutti questi anni.

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