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"Scopriamo" - si fa per dire - che Marino viene all'OPG di Barcellona Pozzo di Gotto e si indigna. "Scopriamo" che la società civile di fronte alle "rivelazioni" dello stesso Marino si indigna. "Scopriamo" che Rosania viene quasi messo alla gogna alla luce della realtà che emerge sulla struttura che dirige da moltissimi anni, tanto da trovare necessario - per qualcuno - creare una pagina di facebook in sua difesa!
In sostanza, "scopriamo" che le condizioni all'OPG sono indecenti. Ma lo scopriamo oggi perché l'on. Marino ha più voce di altri, essendo politicante? O perché ogni tanto qualcuno - tra chi grida ai diritti - si sveglia e coglie la palla al balzo per "lavandare" ancora un po'? Tutti bravissimi - me compresa - nella enucleazione dei diritti, della dignità, della libertà individuale inviolabile, e compagnia bella. Ma cosa potrebbe succedere nella nostra testa se poi ci viviamo per davvero in mezzo alla cacca ogni giorno, in una promiscuità che non scegliamo noi, in un materasso - se c'è - che puzza di urine di altri, in ruggine e ruggine che viene grattata per far passare i minuti? E lascio ai "romanzieri dei diritti" il resoconto delle cose peggiori...
L'unica cosa che ancora non è stata completamente evidente è che Padre Pippo Insana lo dice da anni, anni e anni. E mica lo dice zitto zitto, in silenzio, o mormorando tra quattro mura. No. Lo dice a chiare lettere e bello forte. I pazienti (o internati, come qualcuno preferisce chiamarli!) che hanno un nome e cognome, una storia (e non qualche dirittuncolo), lo dicono da sempre, dall'inizio, senza smettere mai quando arriva qualcuno per parlare con loro.
C'è del ridicolo di fronte ai recenti schieramenti di piazza: pro e contro OPG, pro e contro Rosania, pro e contro Marino. Chissà che un giorno non si possa permettere agli stessi "ospiti" (di categoria Z, ovvio!) dell'OPG di creare un Comitato spontaneo per dire che la dignità ha un solo schieramento che si chiama DIRITTO. E che questo abbia la possibilità, coordinato e sostenuto dalla società civile e dalle istituzioni, di concretizzarli i cambiamenti. Tanto ne hanno già parlato abbastanza, basterebbe passare al concreto. Altrimenti li speriamo e li decantiamo, e basta. Tanto ognuno, alla sera, torna a casa propria e nelle proprie sicurezze. Tanto commemoriamo i morti, e ci scordiamo dei vivi in attesa che diventino a loro volta morti (seppur per motivi diversi). Così come tra i vivi vengono costruite le serie, le categorie e le appartenenze, gli stessi meccanismi vengono applicati sui morti. Da sempre.
Parliamo, conferenziamo, banchettiamo, concertiamo e recitiamo. Tanto cosa si prova non lo sapete voi, non lo so io, ma lo sanno benissimo chi non ci va per una visita, ma ci resta ogni giorno lì dentro. Intanto, ci indigniamo affermando che chi va in OPG non ci va per scontare una pena, perché la legislazione dice cose diverse. Sì, è vero. Immagino pure che tra un po' si dirà che in OPG si va per fare un campo vacanze... Tanto l'estate è già nella sua fase piena. |