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In queste ultime ore abbiamo appreso dalla stampa locale che il tratto di litorale tra Calderà e Cicerata è altamente inquinato. Sarebbe il caso di dire: «abbiamo letto…», perché chi frequenta il tratto di spiaggia in esame sapeva già da tempo che non era poi tanto normale quel colore delle acque, che di limpido aveva ben poco!
Ma andando verso Milazzo la situazione è migliore? Analisi sono state commissionate anche dal Comune mamertino, con prelievi fatti nella zone del depuratore. Staremo a vedere… Intanto credo sia interessante, PER TUTTI, nessuno escluso, leggere la poesia in basso che il carissimo amico Prof. Pippo Labisi mi ha gentilmente donato in un caldo pomeriggio di qualche giorno fa, dopo un interessante chiacchierata sul tema del mare inquinato. Attenzione: Malvagia umanità sembra scritta oggi, ma invece è estratta da un libro di poesie dal titolo Continuando che fu finito di stampare nell’agosto del 1974! Ben 36 anni fa! Come dire… OGGI COME ALLORA! O FORSE PEGGIO!!! Meditate gente, meditate…!
Alfredo Anselmo
Malvagia umanità del prof. Pippo Labisi
Che oggi il mare sia inquinato tutti quanti l’han gridato, anche fiumi e torrentelli acquedotti e fontanelle; ma però nessun ci pensa, sol parole si dispensa.
Ma è anche vero, l’uomo agogna Fare il bagno in una fogna.
Se il caldo ti incoraggia a portarti sulla spiaggia, (che somiglia ad un letamaio o ad un immenso immondezzaio) trovi gente – come sciami – che si sguazzan tra i liquami.
Se a qualcuno lo fai presente ti risponde: “non è niente, io mi sono immunizzato, sono stato vaccinato. Tanto è ormai cosa normale ammalarsi di virale, già le cliniche son piene e la Mutua le mantiene”.
Nel sentir con che incoscienza L’uomo d’oggi opera e pensa, io rispondo: “ben ti stà o malvagia umanità.
Deturpato hai tu il paesaggio E non so con qual coraggio; inquinato hai i fiumi e il mare e ormai nulla c’è da fare; anche l’aria è ormai asfissiata e non è più ossigenata, pure quello che hai mangiato tutto quanto è ormai inquinato!
Cosa resta quindi ormai? Solamente tanti guai. Dato che ci provi gusto Ti rispondo quel ch’è giusto: “và a grattarti le tue rogne Allo sfocio delle fogne!” |