|
Forse erano più di 1500 persone quelle che hanno riempito gli spazi ai Giardini OASI per protestare contro la presunta chiusura dell'Ospedale Cutroni Zodda. Chiusura che è simboleggiata, in sostanza, dallo smantellamento - voluto da assurdi e non studiati tagli regionali - di quei servizi che la città ritiene, e a buon diritto, fondamentali per rispondere alle esigenze di un grandissimo bacino di utenza (si parla di oltre 70mila utenti di tutto l'hinterland).
Pensare di chiudere alcuni servizi fondamentali equivale, pertanto, a decretare l'espianto della linfa vitale del nosocomio. Sarebbe come avere aperto uno scheletro, un corpo morto. Un giusto dosaggio tra l'unità di Milazzo e l'unità di Barcellona non deve - e non può - prevedere tagli vitali, essenziali per far fronte alle emergenze.
Ieri sera, in una assemblea cittadina, tutti coloro che hanno preso la parola hanno ribadito, ancora una volta, questa necessità: non spegnere i fari su questa vicenda, tenere alta, altissima la visibilità. Sindaci (Nania, Cipriano, Torre, Leto, Navarra, Pettinato), il presidente del consiglio barcellonese Crinò, forze sociali e sindacali, dipendenti dell'ospedale e comunità parrocchiali si sono stretti attorno allo stesso obiettivo.
Il sindaco Nania è stato ancora una volta chiaro: ha ribadito che ricorrerà ad ogni mezzo che rientra tra i suoi poteri per tutelare quello che va ritenuto un patrimonio per la salute dei cittadini. Oltre a costituirsi parte civicile, nell'eventualità che questi tagli facciano i loro "danni", non esiterà a manifestazioni eclatanti per ribadire con forza il suo no al depredamento del nosocomio. Anche il dott. Calabrò, referente della Uil medici, ha ribadito ciò che aveva dichiarato nei giorni scorsi. In particolare, però, va sottolineato l'invito - tra le righe - alla tolleranza zero nei confronti di coloro che sono eventualmente responsabili di tutto questo.
Non poteva mancare la forza umana di Don Salvino Raia, che non si tira mai indietro di fronte alla esigenza di tutelare e lottare per i diritti dei barcellonesi. Don Salvino ha ricevuto una telefonata da parte addirittura del Governatore Lombardo. Telefonata ricca di contenuti e promesse... da marinaio? Speriamo che "l'intercessione" di Raia sia tale da ottenere qualcosa di concreto e reale per il nostro nosocomio, così come lui è riuscito ad ottenere un contributo economico regionale di tutto rispetto per i lavori nel suo Oratorio.
Il corteo, agguerrito per un diritto assolutamente legittimo, si è diretto verso Palazzo Longano, con una promessa non proprio tacita: non smettere di lottare per il proprio ospedale. Non tacere. E tutti sperano che non sia l'ennesima protesta che resta inascoltata da chi ha il dovere, la responsabilità e il ruolo per orientare nel verso giusto l'andamento delle cose.
(le foto sono di repertorio)
|