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Barcellona P.G. - Non è stata semplice curiosità letteraria a spingermi a partecipare alla presentazione del libro ‘U chianu passu di Giuseppe Motta, edito da Andrea Lippolis Editore, e presentato dall’Associazione Genius Loci ieri sabato 16 ottobre 2010 a Barcellona Pozzo di Gotto. Ho assistito all'evento anche, e soprattutto, per il fatto che io e l’Autore abbiamo in comune l’essere cresciuti nella Via Immacolata. Solo che lui ancora ci vive, io purtroppo l’ho dovuta abbandonare 10 anni fa circa.
Infatti, fino al 2000, salvo lunghi soggiorni a Genova, ho vissuto nello stesso rione, in particolare al numero civico 158, ora cambiato a causa della nuova toponomastica stabilita dall’attuale Amministrazione Nania. Mi ricordo del maestro Giuseppe Motta, di sua moglie (purtroppo scomparsa da qualche anno) e della sua famiglia con molto piacere. Anch’io, come lui, pur appartenendo ad una generazione completamente diversa, porto dentro di me i colori e gli odori della Via Immacolata e di quello che viene ancora oggi chiamato da tutti ‘U chianu passu.
Degli anni della mia infanzia e della mia adolescenza ricordo tantissime cose. Ad esempio la mia esplorazione in bicicletta del quartiere e il rapporto con il vicinato. Se chiudo gli occhi, ricordo le conte con le mie sorelle, Giusy e Rosalba, per stabilire chi doveva correre a comprare il pane alla vecchia bottega della Signora Maria (...e chi potrà mai scordare il suo buonissimo e profumatissimo pane fatto al forno al legna?). La famiglia Motta stava, e Giuseppe Motta sta ancora, proprio in mezzo a questo percorso che mi portava da casa mia alla bottega. E viceversa. Ed era sempre consueto, anche quotidianamente, incontrarli. E apprezzare l'educazione e il rispetto, saturi di umanità, che avevano sempre nei confronti del vicinato.
È pur vero che Giuseppe Motta, nel suo libello di poco più di 80 pagine, narra di un tempo che io non ho vissuto, poiché appartengo alla classe del 1978, e lui è del 1922. Ma di questo tempo in tanti, negli anni, mi hanno parlato e raccontato.
Ieri, nella Sala Congressi del Palazzo “Spagnolo” (OASI), l’Associazione GENIUS LOCI ha dimostrato – ancora una volta e attraverso la scelta di presentare un libello di questo tipo – l’importanza e la necessità di non dimenticare il valore del passato, dei ricordi, della cultura storico-ambientale dei tempi che hanno formato la storia di ciascuno di noi. Non è stato un mesto ricordo o il tentativo di sfuggire dall’attuale presente, ma la capacità di tutti i relatori di sottolineare le differenze tra ieri e oggi che sono assolutamente sotto gli occhi di tutti.

Le tradizioni compartecipano, senza dubbio, alla strutturazione della nostra identità storica e geografica. Lo stesso Andrea Italiano, l’ultimo relatore che ha preso la parola, lo ha sottolineato tra le righe. A commentare le scritture del maestro Motta lo hanno fatto egregiamente anche Bernardo Dell’Aglio (presidente), Marcello Crinò (coordinatore) e Franco Caliri (direttivo). Ciascuno di loro ha sottolineato come il lungo racconto dell'Autore permette ai più giovani di conoscere la storia della Via Immacolata e ai meno giovani di non dimenticarla. Lo stesso Giuseppe Motta, al termine delle varie e notevoli relazioni, ha raccontato a tutti i presenti che il “vero perché” di questa pubblicazione ha almeno tre ordini di fattori: personale, ambientale e sociale. Personale perché gli ha consentito di ricordare gli amici che ci sono o che magari non ci sono più, ma che hanno condiviso con lui momenti importanti della sua vita nella Via Immacolata. Ambientale perché permette di conservare le memorie di tutto quello che a poco a poco l'oblio si porta via. Sociale perché parla dell’unione delle persone, dell’incontro, del valore dell’umanità e della storia.
La precisione letteraria, ma soprattutto storica, che l’Autore utilizza nel narrare la storia della Via Immacolata, permette a me e a quanti come me non hanno vissuto quel passato, di tracciare le proprie origini. Ciascuno, dentro di sé, porta i segni del posto dove è cresciuto e come è cresciuto. Inizialmente, Motta traccia i presunti motivi che stanno alla base del nome ‘U chianu passu. Io, invece, ricordo semplicemente che per mia madre rappresentava una sorta di confine, oltre al quale non mi era consentito andare in bicicletta. Era una sorta di punto d’arrivo (o punto massimo) di un percorso che partiva da Nasari e finiva proprio lì. E lo facevo pedalando pedalando, ricominciando con forza e gioia ogni volta. Non ho vissuto, per chiare ragioni generazionali, il periodo dei muli, degli animali macellati e venduti per strada, delle ruberie delle quali comunque – caro signor Motta! – tutti ancora parlano. Ho vissuto una seconda fase, certamente più moderna, ma comunque legata ai ricordi delle varie botteghine e dei personaggi che lei stesso menziona attraverso le ‘ngiurie che tutti usavamo per identificarli.
Gli interventi dell’Associazione Genius Loci sono stati, come sempre, puntuali. Ciascuno dei relatori ha evidenziato un aspetto del libro, soffermandosi ora sulla qualità del ricordo, ora sui personaggi, ora sulle chiese (ricordiamo che quella di San Paolino non c’è più), ora sulle tradizioni, etc. Tutto corredato dalle letture di Franco Caliri.
Ma oltre a questo, la stessa Genius Loci – attraverso un commento del suo presidente – ha sottolineato che cercherà entro l’anno di poter fornire i cartelloni ad almeno 22 beni storici rilevanti, non potendo porli a tutti e 47. L’arch. Crinò, dal canto suo, ha menzionato le scoperte – fatte nel tempo – legate proprio al rione della Via Immacolata e alle strade adiacenti, con la chiesa dei Basiliani, ad esempio. Basti pensare al quaderno di Ajello, oppure alla recente notizia sulle tavole del Vaccarini.
Riguarda proprio questa nuova scoperta, il comunicato che è stato fatto circolare dalla GL. Nella nota di stampa viene messo in evidenza la notizia storica relativamente al monastero basiliano di Gala e dell’Immacolata (in questo c’è il legame con il libro di Motta). E' stata Giovanna Cirino, nell’ultimo catalogo dell’Epicentro di Gala (uscito proprio questo mese), a parlare di tale scoperta. Crinò, discutendone insieme a lei e all’arch. Francesco Mannuccia, ha potuto osservare e studiare alcuni documenti chiaramente storici.
Il palermitano Giovan Battista Vaccarini (1702-Milazzo 1769), nel ruolo di «Architetto della Deputazione del Regno dal 1748, visitò il monastero basiliano di Gala e predispose una serie di istruzioni o “capitoli” per i muratori che sarebbero stati ingaggiati per la costruzione del nuovo complesso monastico». Si tratta dell’appalto del 12 settembre 1749, «ricordato dal Rossitto, senza nominare il Vaccarini». Inoltre, «esistono elaboratori progettuali – è ancora possibile leggere nel comunicato –, nell’archivio di Palermo, attribuibili all’architetto messinese Francesco Basile, forse da mettere in relazione ad un progetto del Vaccarini, per la costruzione del nuovo complesso monastico in contrada Faì, cioè all’Immacolata, databili tra il 1769 e il 1175. Il monastero basiliano venne costruito tra il 1776 e il 1791 e rispecchia in parte questo progetto».
Tale scoperta, storicamente importante per il nostro territorio, è stata effettuata grazie al lavoro dello storico dell’arte Erik H. Neil, «il quale ha redatto una scheda pubblicata nel catalogo della mostra ECCLESIA TRIUMPHANS, tenuta a Caltanissetta nel 2009-2010, a cura di Marco Rosario Nobile, Salvatore Rizzo e Domenica Sutera». Nel medesimo catalogo, si possono ritrovare i disegni di Francesco Basile. Marcello Crinò, nella sua meritevole precisione informativa, ricorda alla platea che uno dei disegni del Basile, la pianta, era stato già pubblicato da Filippo Imbesi, nel suo sito web, nel 2009 circa, proprio prima della mostra di Caltanissetta.
L'incontro si è concluso piacevolmente.
Personalmente spero che in tanti, nel tempo, abbiamo voglia di conservare le memorie dei quartieri nei quali sono nati e cresciuti. Questo permetterà a ciascuno di non perdere quei valori di umanità dei quali faceva menzione lo stesso Giuseppe Motta.
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(La fotografia è di LUIGI LO GIUDICE ed è presente nel gruppo su facebook "Associazione Genius Loci")
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