Se ne va un altro importante personaggio storico di Barcellona Pozzo di Gotto. È morto, nell'ospedale di Forlì, senza rumori e clamori, il prof. Aldo Ginebri (in basso, nella foto di Marcello Crinò). Professore, preside, filosofo, compagno di molte battaglie politiche di piazza, uomo di cultura, tanto che per molti ha rappresentato in città un'immagine indimenticabile.

Era nato il 24 febbraio 1930, proprio a Barcellona Pozzo di Gotto. Oltre al suo impegno nel settore scolastico, prima come docente e poi come preside, tutti ricordano il suo impegno politico nelle file della sinistra. Pur appartenendo a generazioni diverse, ricordo ancora quando mi venivano racconte le sue battaglie politiche proprio in seno al Consiglio Comunale. Oratore diplomatico in certe circostanze, compagno combattente in altre. Mai si è sottratto al confronto, al contraddittorio, al dialogo anche con gli "avversari" politici. Mai ha perso il suo stile o la sua coerenza ideologica. Una figura che ha rappresentato, in modo indiscutibile, anni di coerenza nel panorama culturale e politico di qulache anno fa, anche per la sua vicinanza all'On. Nino Pino Balotta, suo "erede politico".
Il suo impegno professionale. Laureatosi in Storia e Filosofia all’Università di Messina, il primo incarico di ruolo gli è stato conferito nel 1965 al liceo ginnasio "Luigi Valli", dove ha insegnato per vent’anni. Nel 1985, a Nicosia, ha avuto inizio la sua carriera di preside. Tra l'89 e il '92 ha diretto l'Istituto Magistrale di Castroreale, poi il liceo scientifico Meucci di Milazzo. Due anni prima della pensione, nel '98 era tornato nel suo liceo ricoprendo la figura di preside.
Il suo impegno politico. Dopo l'elezione del 22 novembre 1964, in qualità di consigliere comunale nelle file del Partito Comunista Italiano (PCI), ha ricoperto la medesima carica nel 1970, nel 1975 e nel 1980. È stato capogruppo consiliare per ben 15 lunghi anni (1970-1985). Nel 1983, per una sola manciata di voti, perse la possibilità di sedere al Senato della Repubblica. Un personaggio schivo, certamente non sopra le righe, un uomo politico riservato e allo stesso tempo fermo nelle posizioni che non aveva negli anni mai tradito. Poche volte, di recente, era stato visto in giro. Ricordiamo l'appuntamento del settembre scorso, presso la Libreria Gutenberg, nella quale fu presentato un libello curato dal proprietario Giovanni Munafò e redatto a più mani.
Se ne va, lasciando la consapevolezza che difficilmente nella nostra città avremo uomini che abbiano la sua stessa portata politica. Lunedì 6 dicembre i funerali nella Basilica Minore di San Sebastiano.
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