Nuove piazze, sempre più frequentate intrattengono i Barcellonesi. Sono i gruppi che vengono creati su Facebook ed uno in particolare ha attirato la mia attenzione. Si chiama "voglia di cambiare". Gli ideatori sono sconosciuti anche se spulciando nel gruppo sembra abbastanza semplice individuarli.
Parecchi utenti sono già iscritti a quello che sembra un gruppo creato per dar voce alle esigenze ed ai sogni dei cittadini Barcellonesi, di come vorrebbero la loro città. Leggendo i commenti viene fuori il pensiero di chi vive quotidianamente Barcellona e di chi, invece, per un motivo o per un altro non può. Gruppo che in pochissime ore ha raggiunto le 370 unità e che sembra destinato ad aumentare. È interessante osservare tra i commenti dei vari utenti uno sconforto associato all’idea che la loro città abbia invece delle grandi potenzialità.

Tra gli utenti sembra avere successo il “mea culpa”, parecchi, infatti, ritengono che a cambiare dovrebbe essere ogni singolo Barcellonese che dovrebbe trovare il senso di appartenenza alla città che forse fino ad oggi ha mostrato solo raramente. Solo se iniziamo a considerare la città come casa nostra, potremo darle le premure e le cure che riserviamo al nostro giardino. Solo allora ci abbasseremo a raccogliere carte che non abbiamo buttato noi, a lodare chi lo fa anche per noi e non a pretendere sempre che siano gli altri a fare ordine. Il senso di appartenenza è difficile da infondere e far conoscere ed è strettamente legato al delicato concetto di identità.
Barcellona ed i Barcellonesi devono trovare una identità positiva. Da buon sportivo percepisco con orgoglio, brivido ed emozione che Barcellona vive iL senso di comunità, di identità, di appartenenza quando al PalAlberti canta …ovunque ci sarai ci sarò, non ti lascerò mai… incitando ed applaudendo la nostra “Igea”. Se quello spirito lo avessimo sempre chi potrebbe fermarci.
La speranza è che questo gruppo, cosi come tanti altri, possano servire ad alimentare l’amore verso la propria città. Possa dare consigli utili ad una amministrazione che deve cogliere anche queste iniziative per migliorare se stessa e l’intera cittadinanza. Forse un “nuovo” Barcellonese sta venendo fuori, un Barcellonese cosciente e coscienzioso.
Termino citando Italo Calvino che nelle Città Invisibili scrive: è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.
|