| Scritto da Alfredo Anselmo,
20-09-2010 16:46
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Pubblicato in : Rubriche, Sicilia |
La città di Messina, la provincia tutta, ma anche l’intero Paese, gioiscono in queste ore per una impresa sportiva che ha dello straordinario. Il messinese Vincenzo Nibali ha conquistato la Vuelta, il giro ciclistico di Spagna! Un trionfo italiano atteso da ben 20 anni! Si è deciso tutto in montagna con arrivo a Bola de Mundo, una salita d’altri tempi, con gli ultimi km in cemento ed una pendenza del 20%, ed è qui che si è vista la classe ma soprattutto la signorilità di Nibali, che è stato sempre a ruota dello spagnolo Ezequiel Mosquera, l’avversario unico del messinese, ma che Nibali ha fatto vincere in questa tappa, lasciandogli questa pur piccola soddisfazione!
Quindi la passerella finale a Madrid, con l’arrivo fra due ali di folla. E la maglia rossa. Eccolo lo Squalo dello Stretto, come è conosciuto ormai da tutto il mondo sportivo ciclistico internazionale questo giovane di 25 anni, che dieci anni addietro lasciò la sua città per vivere l’avventura ed il sogno del ciclismo che conta trasferendosi nella Toscana, vero vivaio del ciclismo italiano. Aveva 15 anni, ed oggi cominciano a vedersi i frutti di tutti i sacrifici compiuti per il raggiungimento di un sogno! Non possiamo non raccontarvi la carriera di Vincenzo Nibali che prende il via con i 7 successi nella Categoria Allievi. Il 2003 è l’anno del passaggio alla categoria Under 23, ma le vittorie continuano (due tappe al Giro d’Austria ed un secondo posto finale) i risultati gli valgono anche la chiamata ai campionati d’Europa e del mondo. Nel 2004, ancora da Under 23 ottiene 12 vittorie, ed è nuovamente convocato per il Campionato Europeo, ma si fa notare dall’attenzione del grande pubblico ai Mondiali di Verona, giungendo quinto nella prova in linea e terzo in quella a cronometro.

Risultati e qualità gli valgono nel 2005 la chiamata nel mondo del professionismo con la Fassa Bortolo. Subito è protagonista, classificandosi secondo nella sesta tappa del Giro di Svizzera, sesto nella Milano-Torino e quarto nella prova a cronometro del campionato italiano. Nel 2006 entra a far parte della Liquigas di Danilo Di Luca ed è per lui una stagione positiva: ottiene due successi, tra cui il prestigioso Grand Prix de Ouest-France, la convocazione al mondiale nella prova a cronometro (risulterà 16º), e diversi piazzamenti all’Eneco Tour, al Giro di Polonia ed al Giro di Danimarca. Nel 2007 si mette in luce anche al Giro d’Italia nelle vesti di gregario di Danilo Di Luca, arrivando diciannovesimo, ed ottiene nuovamente la convocazione per il mondiale a cronometro. Apre la stagione 2008 aggiudicandosi la classifica finale ed una vittoria di tappa nel Giro del Trentino, e si prepara ad affrontare il Giro d’Italia, che fra l’altro parte dalla sua terra natale, la Sicilia, come capitano della squadra insieme a Franco Pellizotti. Durante la gara si dimostra però non ancora abbastanza pronto e infatti accusa diversi ritardi dai migliori nelle tappe di montagna più dure; a cronometro si conferma con ottime prestazioni e si mette in luce come eccellente discesista.

Dopo il Giro decide di partecipare al Tour de France per fare da spalla al più giovane compagno Roman Kreuziger, fresco vincitore del Giro di Svizzera. Alla dodicesima tappa, anche in seguito alla squalifica per positività al CERA di Riccardo Riccò che lo precedeva in entrambe le classifiche, entra nella top ten della classifica generale della corsa e diventa leader nella classifica dei giovani, indossando quindi la maglia bianca; maglia bianca che perderà, per soli 6″, il 22 luglio a vantaggio del lussemburghese Andy Schleck. Apre il 2009 con qualche incertezza, svanita però dopo l’ottima prestazione al Giro del Delfinato (concluso settimo) e la vittoria al Giro dell’Appennino (durante il quale rischia perfino di battere il record di scalata).
Prosegue la stagione con un’altra buona prestazione al Tour de France (settimo) dove dimostra le sue qualità di scalatore riuscendo a stare in coda a Contador, Armstrong e agli Schleck. Dopo una breve sosta torna alle corse ed al successo in agosto vincendo il Gran Premio Città di Camaiore. Il 23 agosto, durante una tappa dell’Eneco Tour in cui era in fuga, cade rimediando una frattura scomposta della clavicola che gli impedisce di partecipare al Mondiale. Il 2010 inizia con la partecipazione al Tour de San Luis, dove si aggiudica la vittoria nella quarta tappa, una cronometro individuale, e la vittoria finale della corsa.

Quindi siamo al podio all’ultimo Giro d’Italia e la consacrazione alla Vuelta. Torniamo un attimo sulla penultima tappa, lo spagnolo Mosquera al comando, ecco che scatta, vuole recuperare quel minuto che lo separa dal suo di sogno, ed ha alle spalle una nazione intera, la Spagna, ad incitarlo, ma non ha fatto i conti con lo Squalo dello Stretto, che resiste, lo raggiunge, siamo sul traguardo, non lo supera ed anche questo è un gesto che ha un sapore antico, una signorilità d’altri tempi, Nibali vince la Vuelta ma concede l’onore delle armi all’avversario, che poi si complimenterà col messinese, affermando che è stato superiore a tutti ed ha meritato il trionfo. Che bello, sono questi i veri valori dello sport, quelli che vorremmo vedere sempre e che spesso cedono il passo ad interessi che vedono trionfante esclusivamente il Dio Denaro!

Torniamo a Messina, si festeggia per le strade come per una vittoria calcistica, i genitori di Vincenzo Nibali nell’esercizio commerciale che gestiscono offrono da bere a tutti, l’Italia intera è fiera di questo ragazzo del Sud. Peccato per la mancata copertura televisiva, chi paga il canone si è perso uno spettacolo, ci vorrebbe più flessibilità nei palinsesti quando italiani fanno onore al proprio Paese, ed invece ci perdiamo l’impresa di Nibali ma ci tocca guardare boiate incredibili e vuote che rincitrulliscono. Pazienza… intanto lasciateci vivere questo sogno… il nostro messinese Vincenzo Nibali in trionfo nella terra di Spagna! E non finisce qui…! |