| Scritto da Redazione,
03-11-2011 05:33
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Pubblicato in : Rubriche, Sicilia |
Messina – Nella prima mattinata di ieri 2 novembre 2011, con inizio alle ore 8.15, ha avuto luogo la cerimonia di commemorazione dei Caduti per la Patria nella Cappella dei Reduci del Gran Camposanto di Messina. Come ogni anno, l’evento è stato organizzato dalla Brigata meccanizzata “Aosta” nella struttura, semplice nelle forme, sita nel vialetto posto alla sinistra dell’ingresso principale, edificata nel 1893. Sulla facciata sono poste cinque lapidi in ricordo dell’alto numero di Caduti messinesi nel corso delle varie guerre. In quella centrale si legge: “QUI RIPOSANO/NELLA PACE SUPREMA/I REDUCI DELLE PATRIE BATTAGLIE/NON E’ PASSATO DI EROI/CHE PIU’ DI QUESTO SEPOLCRO/PROPIZII GLORIOSO/L’AVVENIRE D’ITALIA/1893”.
Presenti il Prefetto della Provincia di Messina, dott. Francesco Alecci, il Comandante del 24° reggimento artiglieria terrestre “Peloritani”, Colonnello Aldo Vergano, in rappresentanza del Comandante del Distaccamento Comando Brigata “Aosta”, Colonnello Antonio Alecci, e una rappresentanza formata dal personale dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, dopo la deposizione di una corona di alloro sono riecheggiate le note del “Silenzio” e, al termine, il 1° Cappellano militare Capo della Brigata “Aosta”, mons. Mario Raneri, ha dato lettura, della Preghiera per i Caduti. Gli onori sono stati resi da un Picchetto in armi del 24° reggimento “Peloritani”, unità specialistica di artiglieria della Brigata meccanizzata “Aosta”.
Ricordati anche quest’anno il Sottotenente Enzo Geraci (Medaglia d’Oro al Valor Militare) e gli artiglieri del 25° reggimento artiglieria da costa periti a causa di un’esplosione durante il servizio al Forte “Polveriera” il 27 dicembre 1888. Ulteriore e significativo momento di fronte ai rispettivi monumenti posti all’ingresso del Gran Camposanto di Messina. In quello del Sottotenente Enzo Geraci, comandante di plotone del 76° reggimento fanteria durante la Prima Guerra Mondiale, è riportata la motivazione dell’alta decorazione: “Sotto l’imperversare del fuoco di artiglierie e fanterie avversarie condusse con grandissimo slancio il proprio plotone alle trincee nemiche precedendolo sempre. Fulgido esempio di valore, raggiunto il reticolato nemico vi si gettò primo arditamente svellendone egli stesso con le mani i paletti e trovandovi morte gloriosa (Cave di Selz 21 ottobre 1915)”. Le vicende degli artiglieri che, insieme al Capitano De Manzoni e alla sua consorte, perirono nel Forte “Polveriera” sono così descritte nella Gazzetta di Messina del 28 dicembre 1888: “[…]“SCOPPIO DELLA POLVERIERA AL CAMPO INGLESE” – […] In una riservetta, mentre i cannonieri erano intenti a caricare i proiettili, una granata si accese. Ne seguì tosto uno scoppio con una spaventevole detonazione. Il fuoco si comunicò a due casse di polvere e nelle riservette attigue. Le volte e i muri crollarono. Confusa, tra le macerie rimase vittima tutta la gente che era intenta al lavoro. Il Capitano De Manzoni e la sua bella e splendida consorte capitata lì per caso, colpiti dallo scoppio, rimanevano cadaveri. La bambina restava salva. Dei soldati che si trovavano nelle riservette crollate, due soli gravemente feriti, uno contuso, gli altri in numero di venti, tutti morti. Uno dei feriti è rimasto mutilato alle gambe […]”. Sul monumento una serie di iscrizioni: “IL 27 DICEMBRE 1888/IMMANE DISASTRO PER SCOPPIO DI POLVERI/NEL FORTE POLVERIERA/CAPITANO E SOLDATI/INTENTI AL DOVERE/TRASSE A MISERANDA FINE” – “AI CADUTI/GLI UFFICIALI DEL 25° ARTIGLIERIA/PER RIMPIANTO E RICORDO” – “COLA’ PUR CADDE/AMALIA DE MANZONI TOSCANO/TRATTAVI DALL’AFFETTO DI SPOSA” – “MESSINA MUNIFICENTE/L’AREA DONAVA”.
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