Ordinario razzismo

Scritto da Carmen Fasolo, 22-02-2010 14:10

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Pubblicato in : Rubriche, La terra dei cachi

Vignetta Trenitalia

 

Cronistoria anno 2004 - Regionale da Palermo Centrale a Barcellona-Castroreale.
"Per favore è libero?". Forse ero troppo presa dal mio giornale, perché mi sono resa conto solo dopo della richiesta... "Sì, prego", ho risposto.

Così, oltre a me, nel mio compartimento si sono seduti due giovani, con ogni probabilità africani. Dopo dieci minuti circa, passa il controllore e chiede il biglietto; dopo averli forati tutti e tre, si rivolge a me e dice: "Ma si fida a stare qui con questi due?". Lo squillo del cellulare mi ha tolto dall'imbarazzo di rispondergli malamente. I due ragazzi: "Andiamo via? Disturbiamo?". Ed io: "Assolutamente no, chiunque, pagando il biglietto, ha diritto di salire su questo treno. E poi non mi disturbate affatto".
Dopo due ore circa, ripassa lo stesso controllare, io ed uno dei ragazzi mostriamo nuovamente i biglietti, tranne uno, che lo cerca nei tasconi del giubbino.

Senza indugiare troppo, il controllore spara a zero: "E certo che non lo trovi, perché siete tutti furbi, poco fa ne avevi uno da 40 km, valido fino a Termini Imerese, e ora sei ancora qua sopra. Ti dovrei fare scendere a calci nel culo, ma per questa volta ti faccio solo una multa". Il giovane, spaventatissimo, guardava l'amico e me, per cercare qualche conferma... L'amico ha provato a difenderlo: è stato zittito. Io ho provato a dire qualcosa, ma sono stata invitata a "farmi i fatti miei, perché questi qui vengono in Italia per fregarci il lavoro e pensano sempre di fare i furbi". Il giovane "incriminato" ha continuato a ribadire che il suo biglietto era da 170 km e non da 40... ma niente da fare. Dopo dieci minuti di trattative, tra un "ho un biglietto giusto" e un "tu sei furbo come tutti gli altri extracomunitari", il controllore acchiappa il giovane dal giubbino, e gli dice: "Ora ti faccio scendere anche in mezzo alla campagna". E proprio nell'istante in cui il giovane viene bruscamente tirato su, dalla felpa legata ai fianchi si intravede un biglietto. Io di botto: "Eccolo lì, il biglietto!". Il giovane prende il biglietto e lo mostra al controllore: 170 km!

Il controllore ovviamente è andato via senza chiedere scusa e senza voltarsi indietro.

Forse non sarebbe male, dopo aver imparato la buona educazione, prima di vedere il colore di qualcuno o il suo paese di provenienza, assicurarsi, senza pregiudizio, della veridicità di una o dell'altra posizione...
E questo è solo un esempio dell'ordinario razzismo...

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