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Impossibile non trovarsi d'accordo su un punto: Raiperunanotte è stato un evento storico, se non altro perché ha "inchiodato" all'ascolto oltre 100mila persone. Da molti è stata definita una notte storica, quella del 25 marzo 2010, per lo scampolo di libertà di informazione che è stato dato alla nostra Italia. Al Paladozza bolognese hanno trovato spazio tutti, soprattutto quelli silurati da ciò che viene considerato un vero e proprio regime di potere. Penso che il momento più importante della serata sia stato quello di Luttazzi, da otto anni ingiustamente cacciato dagli schermi televisivi più noti. Daniele Luttazzi ha dato il meglio di sè, attraverso un racconto simpatico, satirico e particolarmente esilarante sul regime.
Michele Santoro, l'artefice della serata e dell'iniziativa, insieme ad altri giornalisti, tra i quali citiamo Floris e Travaglio, hanno ribadito il diritto alla libertà (non solo quella di informazione), sottolineando - anche se a volte con posizioni diverse - quale dovrebbe essere l'informazione, la libertà, la "rivoluzione" a questo regime... Interessanti anche gli interventi di Benigni, Crozza, Venditti con Morgan (fischiato), etc.
Seppure una minoranza, qualcuno non ha trovato gradevole gran parte di quello che ha definito "il grande show dei comunisti". Un'amara riflessione, però, ritengo si possa fare: in un Paese dove il governo decidere di fare una manifestazione di piazza (per difendersi da chi?), non credo che non si possa ritenere legittima una manifestazione libera, aperta e priva di censure. O piace o non piace Santoro, la libertà di parola e di pensiero, di dimostrazione, etc, è garantita dalla Costituzione. Poi, bastava non ascoltarla, non seguirla, non guardarla sul web, invece di invocare all'Agcom una sanzione. Credo che a tutti sia bastato ciò che è stato fatto con Enzo Biagi. E non è possibile dimenticarlo. Medesima dimostrazione di fastidio non viene mai fatta, giusto per fare un esempio "famoso", nei confronti di Emilio Fede e il suo Tg4, entrambi stanno ancora lì dove sono sempre stati. Non si può invocare il principio che la Rai è di Stato e quindi appartiene a tutti e che vive con i nostri soldi, poiché l'unica cosa vera è la seconda. La Rai appartiene a questo o a quel partito di turno, da tempi memorabili, di certo non agli italiani.
Santoro, nel bene o nel male, moderato o intransigente, ha il diritto di dire: "Noi la faremo sempre fuori dal vaso".
Il potere del web!
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