Elezioni Regionali. Una medicina per la sinistra: nuova dirigenza!

Scritto da Alfredo Anselmo, 30-03-2010 17:49

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Pubblicato in : Rubriche, La terra dei cachi

In queste ore da entrambi gli schieramenti politici si canta vittoria… Il centrosinistra facendo un calcolo aritmetico delle regioni conquistate (7 a 6), il centrodestra sottolineando il fatto che ne ha strappate ben 4 allo schieramento avverso.Ma siamo seri… Ha stravinto innanzitutto la Lega che al Nord ha fatto quasi scomparire la sinistra, tranne che nelle regioni tradizionalmente “rosse”.

 

Niky VendolaIn Lombardia, Veneto, Piemonte ecc. i lavoratori da un bel pezzo sono stati lasciati in balia di se stessi e come è naturale che fosse, la Lega ha raccolto a piene mani… proprio perché vicina alla gente, ai problemi che contano. Basti leggere oggi il Corriere della Sera e vi troverete un bellissimo articolo a firma Stella che descrive come un ex muratore ed ex cameriere sia diventato doge! E’ questo l’errore fatto del centro sinistra e del Pd in particolare: avere una classe dirigente che andrebbe spazzata via… leader di plastica, lontani anni luce dal popolo, dai lavoratori, dagli operai. E che vengono puntualmente puniti ad ogni tornata elettorale!

 

Andando al Pdl, il partito del premier ha tenuto bene, strappando alla sinistra regioni che da anni erano appannaggio di Pd & company, quali la Campania e la Calabria. E ritornano gli errori della sinistra… non vi è stata una rottura definitiva col passato (diciamo disastroso sia di Bassolino che per altri versi di Lojero) e la punizione è arrivata inesorabile.

Discorso a parte merita il Lazio. Qui vi è stato il capolavoro della dirigenza Pd, farsi imporre dai radicali Emma Bonino (persona stimatissima, ma diciamo così, inadeguata a correre a casa del Papa, anche per le sue campagne abortiste) e così, nonostante il pasticciaccio del Pdl sulla presentazione delle liste, la sconfitta è arrivata anche in questo caso! Qui ha vinto anche la persona, perché Renata Polverini è una donna non di partito e per le sue battaglie sindacali la “donna di destra più di sinistra che vi sia...”. Uniche vittorie del Pd le regioni rosse come dicevamo e Puglia e Liguria. Il caso di Nicky Vendola deve far riflettere, si tratta di una persona che vince perché ha carattere, personalità ed evidentemente la gente si fida e conseguentemente gli da fiducia. Come del resto avvenne tempo fa alle amministrative di Firenze col giovane Matteo Renzi.

Da notare poi un fatto curioso: l’unica persona che ha avuto la dignità di ammettere che di sconfitta si era trattato è stato Antonio Di Pietro, l’unico che ha finora fatto un’opposizione degna di questo nome. Ridicola gente come Fassino che ancora a urne calde diceva che era stata una vittoria (qualcuno gli spieghi che Marche, Umbria e Basilicata sono leggermente meno popolate di Campania, Lombardia, Calabria … ) e “baffino” D’Alema dall’alto della sua supponenza ancora ha l’ardire di vigilare sul bonaccione segretario. Il Pd se vuol presentarsi con una faccia credibile alle prossime elezioni ( e di tempo ne resta tanto ma è pure poco, dipende dai punti di vista) dovrebbe fare piazza pulita di una dirigenza che ha provocato sconfitte su sconfitte. Occorre rifondare e ripartire da giovani esperienze quali Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Nicky Vendola, Francesca Barracciu, Lumia, Borsellino, Crocetta, etc. Solamente così si potrà competere!

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