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In queste ore da entrambi gli schieramenti politici si canta vittoria… Il centrosinistra facendo un calcolo aritmetico delle regioni conquistate (7 a 6), il centrodestra sottolineando il fatto che ne ha strappate ben 4 allo schieramento avverso.Ma siamo seri… Ha stravinto innanzitutto la Lega che al Nord ha fatto quasi scomparire la sinistra, tranne che nelle regioni tradizionalmente “rosse”.
In Lombardia, Veneto, Piemonte ecc. i lavoratori da un bel pezzo sono stati lasciati in balia di se stessi e come è naturale che fosse, la Lega ha raccolto a piene mani… proprio perché vicina alla gente, ai problemi che contano. Basti leggere oggi il Corriere della Sera e vi troverete un bellissimo articolo a firma Stella che descrive come un ex muratore ed ex cameriere sia diventato doge! E’ questo l’errore fatto del centro sinistra e del Pd in particolare: avere una classe dirigente che andrebbe spazzata via… leader di plastica, lontani anni luce dal popolo, dai lavoratori, dagli operai. E che vengono puntualmente puniti ad ogni tornata elettorale!
Andando al Pdl, il partito del premier ha tenuto bene, strappando alla sinistra regioni che da anni erano appannaggio di Pd & company, quali la Campania e la Calabria. E ritornano gli errori della sinistra… non vi è stata una rottura definitiva col passato (diciamo disastroso sia di Bassolino che per altri versi di Lojero) e la punizione è arrivata inesorabile.
Discorso a parte merita il Lazio. Qui vi è stato il capolavoro della dirigenza Pd, farsi imporre dai radicali Emma Bonino (persona stimatissima, ma diciamo così, inadeguata a correre a casa del Papa, anche per le sue campagne abortiste) e così, nonostante il pasticciaccio del Pdl sulla presentazione delle liste, la sconfitta è arrivata anche in questo caso! Qui ha vinto anche la persona, perché Renata Polverini è una donna non di partito e per le sue battaglie sindacali la “donna di destra più di sinistra che vi sia...”. Uniche vittorie del Pd le regioni rosse come dicevamo e Puglia e Liguria. Il caso di Nicky Vendola deve far riflettere, si tratta di una persona che vince perché ha carattere, personalità ed evidentemente la gente si fida e conseguentemente gli da fiducia. Come del resto avvenne tempo fa alle amministrative di Firenze col giovane Matteo Renzi.
Da notare poi un fatto curioso: l’unica persona che ha avuto la dignità di ammettere che di sconfitta si era trattato è stato Antonio Di Pietro, l’unico che ha finora fatto un’opposizione degna di questo nome. Ridicola gente come Fassino che ancora a urne calde diceva che era stata una vittoria (qualcuno gli spieghi che Marche, Umbria e Basilicata sono leggermente meno popolate di Campania, Lombardia, Calabria … ) e “baffino” D’Alema dall’alto della sua supponenza ancora ha l’ardire di vigilare sul bonaccione segretario. Il Pd se vuol presentarsi con una faccia credibile alle prossime elezioni ( e di tempo ne resta tanto ma è pure poco, dipende dai punti di vista) dovrebbe fare piazza pulita di una dirigenza che ha provocato sconfitte su sconfitte. Occorre rifondare e ripartire da giovani esperienze quali Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Nicky Vendola, Francesca Barracciu, Lumia, Borsellino, Crocetta, etc. Solamente così si potrà competere! |