Sulla scomparsa della giovane studentessa Elisa Claps, avvenuta il 12 settembre 1993, forse si è arrivati a una prima svolta. Il suo corpo o, per meglio dire, quello che ne resta è stato trovato nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, nel pieno centro di Potenza. La città si ritrova, adesso, a fare i conti con 17 lunghi anni di silenzio, su ricerche non accurate, su un cadavere presente sulla testa di tutti coloro che sono entrati in questi anni in quella chiesa per le varie celebrazioni. Sono stati alcuni operai, impegnati in lavori di riparazione per un’infiltrazione di acqua, a scoprire i suoi resti e alcuni oggetti che le appartenevano. Dalle prime ricostruzioni, sembra che l’intervento della Polizia sia stato richiesto immediatamente.
Il corpo si trovava nell’angolo di una stanza situata proprio nel sottotetto, appoggiato a un muro. Vicino al corpo della ragazza vengono ritrovati, lasciati in ordine, alcuni oggetti (un orologio, gli occhiali, una catenina e pezzi di indumenti) che successivamente verranno riconosciuti dalla famiglia.
Don Domenico Sabia, conosciuto come Don Mimì, parroco della Trinità dal 1963, è morto il 10 marzo di un anno fa alla veneranda età di 84 anni. In paese si rincorrono le voci che Don Mimì nella tomba si sia portato anche i segreti su questa vicenda.
Quello di Elisa è un mistero lungo 17 anni, durante i quali le versioni più disparate si susseguivano colpendo e offendendo il dolore della famiglia. Addirittura numerose erano le segnalazioni che portavano le indagini prima in Albania, poi in Inghilterra. Ma mai nulla che sia stato ritenuto veramente fondato. Oggi si sa che Elisa Claps è nata a Potenza e lì è morta, dimenticata anche dagli inquirenti che non hanno davvero approfondito le ricerche nell’unico posto dove poteva essere.
Il principale sospettato della sua sparizione è il non più giovanissimo Danilo Restivo, che vive libero da molti anni a Londra. Fu proprio lui, che nel 1993 aveva 21 anni, l’ultimo che potrebbe aver visto viva Elisa. I due - secondo lo stesso giovane - si sarebbero incontrati per pochi minuti, intorno alle ore 12, proprio nella chiesa della Santissima Trinità, poiché lui voleva darle un regalo. Da quel momento, le tracce si Elisa si perdono nel nulla. Lo stesso giorno della scomparsa, intorno alle 13, Restivo viene medicato all'ospedale San Carlo di Potenza per una ferita ad una mano, capitata – secondo le sue dichiarazioni – a causa di una caduta dalle scale mobili in costruzione.
I fatti si susseguono per anni e anni, nei quali i depistaggi, anche banali, sono chiarissimi.
Nel frattempo Danilo Restivo torna alla ribalta sul finire del 2002, poiché una donna, Heather Barnett, viene ritrovata morta nella sua abitazione, proprio a Scotland Yard dove Restivo vive da molti anni. Nelle mani della donna vengono ritrovate due ciocche di capelli (elemento che accosta l’omicidio a un vizio dello stesso Restivo: tagliare le ciocche dei capelli, appunto).
Il 17 marzo 2010 viene ritrovato il corpo di Elisa, nei giorni successivi si susseguono altre voci: i resti erano stati visti dalle donne delle pulizie, che ne avevano parlato con il viceparroco, addirittura qualche mese prima, a gennaio.
Una cosa è certa: Elisa si trovava lì dove era stata l’ultima volta, senza che nessuno decidesse di effettuare un controllo più approfondito di tutte le zone (anche le più impervie) della Chiesa alla ricerca della ragazza. Ed è normale che oggi la madre, dalla trasmissione di “Chi l’ha visto?”, precisa con foga che i funerali di Elisa si svolgeranno FUORI dalle mura di qualsiasi chiesa, perché Elisa c’è stata anche per troppo tempo chiusa.
Ma se è possibile non essere ritrovati per 17 lunghissimi anni nello stesso luogo nel quale è evidente che la ragazza è scomparsa, come sarà possibile oggi – al di là dei procedimenti penali che avranno seguito nel tentativo di fare chiarezza – pensare che la famiglia si possa fidare (e affidare) alla magistratura e alla chiesa?
Oggi più che mai, senza inutili polemiche su presunti “magistrati deviati” (che il cielo ci salvi dal berlusconismo dilagante), ci chiediamo come sia stato possibile tutto questo. In fondo, non era poi così difficile fare un controllo più approfondito. Tante storie vengono fuori, dopo anni, come anche la vicenda dei fratellini Ciccio e Salvatore, trovati in un cunicolo non chiaramente “esplorato” fino in fondo.
Elisa non tornerà più, appare chiarissimo a tutti. Ma resta un morso di speranza di conoscere la verità, prima che anche Potenza inghiotta questa storia nel silenzio.
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