Le varianti simpatiche del decreto interpretativo e del legittimo impedimento

Scritto da Carmen Fasolo, 08-04-2010 08:08

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Pubblicato in : Rubriche, La terra dei cachi

referto  istologicoVi è mai capitato di aspettare un risultato di un esame? E vi è mai capitato di ritrovarvi tra le mani un referto che – per essere interpretato – necessita di un ulteriore consulto dal medico ed eventualmente della consultazione dell’enciclopedia dei perché? A me pare una cosa un po’ parossistica il fatto che si prenda un referto da un medico e, per capirci qualcosa e chiarirsi un minimo le idee, bisogna andare necessariamente da un altro medico ancora… Mah!

Avviene un po’ come quando si legge un libro (magari scolastico) e ci si chiede: ma che voleva dire l’Autore? E bisogna fare l’interpretazione del testo! Magari riassuntando il periodo.
La singolarità che mi è capitata è proprio questa!

Guadate il testo cerchiato in rosso nell’immagine sotto (se non si legge bene, cliccate sull’immagine per ingrandirla).

 

referto istologico


Vi racconto brevemente. Vado a ritirare questo referto, mi viene consegnato, lo leggo e dico (tra me e me): «Ah, ecco! Ora è proprio tutto chiaro! Quasi quasi scritto a prova di “scemo”!». Insomma, non è che poi il burocratese clinico sia così chiaro a quelli che, come me, hanno un livello intellettivo "arrivato a stento alla media".

Così, dopo due consulti in due reparti diversi, decido di chiamare il mio medico di famiglia. Il quale, saggiamente, mi dice in due parole che vi è un sospetto di amiloidosi (anche i medici dicono parolacce!). Bisogna necessariamente approfondire. Vado da lui, mi prescrive ben VENTIQUATTRO esami e mi dice:

«Approfondiamo. Se l’esame istologico viene confermato, faremo altri esami per capire qual è l’organo interessato. Altrimenti è stato un falso allarme. Non bagniamoci prima».

E io: «E dove si capisce, dottore?».

E lui: «Dal referto! Lo guardiamo e lo interpretiamo» (non l’avesse mai detto!).

E così mi ha prescritto una moltitudine di approfondimenti…

Tornata a casa, di fronte a tutto questo, ho subito sentito il bisogno di rivolgermi al Sommo Cavaliere Silvio Berlusconi, il qualche ha stabilito di non volermi incontrare (né sentire) perché pur essendo una donna non sono né bella né sono disposta a prostituirmi. Che fare? Beh, se lo può fare lui, lo posso fare anch’io!! Mi sono seduta a tavolino e ho redatto UN DECRETO INTERPRETATIVO del referto.

L’ho ri-consultato, ho esposto la mia visione, ho valutato e ho fatto ciò che la mia somma (?) saggezza mi suggeriva: nel rispetto del MIO DECRETO INTERPRETATIVO ho piegato il referto, ho piegato le ulteriori analisi prescritte, ho schiacciato il tutto per bene e l'ho sprofondato in un posto sicuro: IL CESTINO DELLA SPAZZATURA!

Mia madre tutta allarmata: «Ma che fai?? Ma sei scema?».

Io: «Mamma ho usato un decreto interpretativo! L’amato (?) Silvio può fare cavolate e io no? Anch’io!».

Mia madre, avendo compreso che ormai ho perso il lume della ragione, ha ripescato i fogli dalla spazzatura, mi ha guardato in modo strano e mi ha detto: «Scordatelo!».

Lo sapevo che finiva così! E non posso appellarmi neppure al legittimo impedimento, perché quegli antipatici comunisti della Gazzetta Ufficiale non l’hanno ancora inserito!

Amato Silvio, aiutami tu!

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