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Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, è morto contenuto nel letto del reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania alle 7.20 di martedì 4 agosto 2009. Insegnante elementare originario di Castelnuovo Cilento, era ricordato dai suoi alunni come "il maestro più alto del mondo", per i suoi 197 cm. E' stato prelevato in modo coatto la mattina del 31 luglio 2009 presso il campeggio Club Costa Cilento, dove trascorreva le sue vacanze. Con un dispiegamento degno delle catture eccellenti, pattuglie di carabinieri e vigili urbani hanno assediato il luogo per "rispettare" (?) un'ordinanza di Trattamento Sanitario Obbligatorio (competenza, per legge, solo dei vigili urbani) proveniente dalla giunta comunale di Pollica Acciaroli. La motivazione non è subito chiara. Disturbo per la quiete pubblica? Eppure Licia, la proprietaria del camping, afferma ancora oggi che il maestro Franco era tranquillo, pacifico, non disturbava nessuno.
Alla vista delle forze dell'ordine in tenuta di sommossa, Mastrogiovanni si terrorizza (riaffiorano alla sua mente vecchi e brutti ricordi, un passato nel quale per l'etichetta di anarchico ha subito soprusi di ogni sorta), tenta di scappare in acqua, l'inseguimento diviene più fitto fino all'acciuffamento dell'uomo. Mastrogiovanni viene tenuto per terra per 40 minuti, poi caricato sull'ambulanza. Licia, la proprietaria del camping, ricorda ancora le sue parole profetiche: «Se mi portano all’ospedale di Vallo della Lucania, non ne esco vivo».
Infatti, da lì ne è uscito morto.
La sera stessa del 31 luglio 2009, mentre dorme, viene contenuto a letto e lì ci resta per quasi quattro giorni (84 ore). Infiniti momenti ripresi da una telecamera a circuito chiuso che svela come Mastrogiovanni, legato nudo come una bestia, tenta disperatamente di assumere invano una posizione meno dolorosa. I legacci alle braccia e ai polsi così stretti cominciano a far sanguinare la pelle. Nessuna assistenza, nessuna pietà.
Un edema polmonare lo uccide la notte del 4 agosto 2009.
Ieri sera, a Mi manda Rai Tre, alcuni spezzoni delle lunghissime 84 ore, documentano senza alcuna possibilità di dubitare sulla veridicità dei fatti, l'agonia di Franco Mastrogiovanni. Morto senza dignità e senza voce. Il responsabile dell'Azienda, in collegamento con la trasmissione, chiede di non "mediatizzare" troppo la vicenda, che non è il caso di parlare di torturatori facendo passare un messaggio distorto sul personale sanitario. Vianello lo incalza più volte, invitandolo a chiedere scusa alla famiglia (scuse che non arriveranno mai). Il conduttore, di fronte alle diverse puntualizzazioni del dirigente, gli chiede come dovrebbero essere definiti a suo avviso coloro che hanno fatto morire un uomo indifeso, contenendolo 84 ore al letto. Il dottore, con qualche leggera esitazione, afferma che non andrebbero definiti "torturatori", ma "non medici".
Oggi ci chiediamo quale sarebbe la sua definizione se al posto di Mastrogiovanni ci fosse stato suo fratello, suo zio, suo figlio o un qualsiasi altro parente? Chissà se, vedendo un suo caro contenuto al letto per 84 ore, nudo, con il pannolone e agonizzante, cambierebbe idea... |