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Mi è giunta una e-mail con un simpatico interrogativo: "Ma come mai non hai pubblicato nessun articolo velenoso sulla litigata in casa PdL?". Tanto per fare l'ennesima stessa precisazione, non faccio più articoli da tempo (Barcellonapg.it non è più un giornale... repetita iuvant, nda), semmai scrivo qualche riflessione semi-seria su questo paradosso che continuiamo a chiamare Italia.
In realtà, da tempo cerco di evitare ogni possibile risposta a provocazioni di qualsiasi tipo, ma - apprezzando la simpatica politica di chi mi scrive - penso di poter rispondere altrettanto simpaticamente, sperando che la mia riflessione non sia troppo imbevuta di cianuro. Il proverbio, o luogo comune se preferite, dice che tra moglie e marito è meglio non mettere mai il dito, o qualcosa di simile.
Ragion per cui, mettersi in mezzo tra i coniugi Berlusconi e Fini non sarebbe proprio cosa buona e giusta (e di cose "buone e giuste", in senso ecclesiastico, Berlusconi è maestro... visto che riceve, da separato, la comunione). Ma ormai siamo tutti dei grandi pettegoli, presi dalla spasmodica ricerca di completare tutto l'elenco alfabetico dei fatti e dei misfatti nelle case degli altri (e non parlo solo del triturato Grande Fratello, parlo di tutti, vicini e lontani).
Fini non ci sta e tira le lenzuola nel letto matrimoniale. Berlusconi è pudìco e non vuole essere scoperto. E voi siete crudeli a parlare di parabola mediatica. In quale casa non è mai capitato almeno una volta di dissentire dal proprio coniuge? Fini non è modellato a immagine e somiglianza di Berlusconi (anche solo per il fatto che si fa le lampade, non si mette il fondotinta). In verità, nonno Berlusconi (è anagraficamente troppo grande per definirlo "papi") cerca di plasmare queste pecorelle smarrite. Ma cosa può farci se alla fine queste pecorelle si rivelano canetti randagi che mostrano il loro vero volto da rivoluzionari!?.
In casa PdL si litiga, ma non dimentichiamoci che la sinistra non sta meglio. Anzi. Se non altro perché non si capisce quale sia il leader, quale sia il percorso, quale sia il programma e che tipo di opposizione si intende fare. Già il fatto che sanno dire "sinistra" o "centro-sinistra" è un miracolo. Posso capire che il «governo ombra» veltroniano faceva storcere il naso, posso capire che Franceschini era solo un compagnone con cui farsi quattro risate, ma non è che Bersani abbia più rilevanza politica degli altri. Certo, è fisicamente meno impressionante del "secco" Fassino, ma a me capita sempre di girarmi e fare altro quando rilascia qualche intervista, giusto perché quello che intende dire lo sanno già tutti. E' un disco revival degli anni passati.
L'ho scritto milioni di volte, e lo ripeterò altrettante: siamo nell'era dei quanta e dei nessuno (hanno dato la cittadinanza pure a me, che credete!). Siamo in un tempo in cui il dito puntato contro è sempre meglio di un incontro a quattro occhi e quattro mani per intedersi e/o convenire... oppure, ancora, dissentire. Siamo di fronte a pistoleri (a destra... e pure a sinistra) e a orsacchiotti (a sinistra... e pure a destra). Una via di mezzo che conti in questo Paese non esiste (mi dispiace per Casini, ma così la penso). Giustizialisti e pressappochisti, ulteriori etichette. Normali non ne vogliamo, è chiaro. Il buon cielo ci scansi dalla normalità, anche se una fattispecie di interesse per il dissesto (finanziario, sociale, burocratico... continuo?) di questo Paese non ci dispiacerebbe.
Ballarò, Annozero, Porta a Porta, Matrix... Qualcuno li chiama programmi di approfondimento, qualcun altro «cerebrolesioni televisive». Qualcuno li trova interessanti, anche se qualche volta ci si chiede se esistono solo per spicciolare questo o quel video, giusto per parteggiare da questa o da quella parte (tanto nessuno sta messo meglio di un altro). Ad esempio, l'altra sera ho visto il sindaco di Adro e "la sua gente" (così lui la definisce e io non voglio sottrargli questo possesso) che sciorinava alla rinfusa le motivazioni che sottendono il suo divieto ai bambini (debitori) di partecipare alla mensa. Ecco, forse sarò impopolare, ma se non ci fossero stati i bambini di mezzo e se non avessi saputo che era davvero convinto di ciò che diceva, ascoltarlo sarebbe stata una bella serata, con la bocca impiastricciata dai popcorn... Tanto sembrava uscito da una sit-com di rete quattro. Un amico di Como mi ha detto che da quelle parti 4 leghisti su 10 hanno una domestica extracomunitaria, bontà loro!
Ma, ahimè, tutto era parossisticamente vero. In sostanza, un ludibrio dei diritti delle fasce più deboli. Ah... Grazie Presidente Berlusconi per il termine LUDIBRIO, grazie a lei l'Italia ha imparato un vocabolo nuovo.
Sono già andata fuori tema, come al solito. Ma proprio di Berlusconi e di Fini non mi voglio interessare troppo, perché mia madre dice sempre: "dio li fa e poi li accoppia". Sarà vero?
Oggi è la festa della Liberazione. Un minuto di raccoglimento (anzi no, meglio solo 30 secondi, altrimenti si potrebbero sentire perseguitati e denunciarmi pure per stalking!) nei confronti di chi da qualche tempo si è liberato di me, io ora vorrei tanto liberarmi di questo post! Amico politicante di corrispondenza telematica, sarò stata sufficientemente velenosa? Ho finito di delirare, buona Liberazione a te e a tutti, amici e nemici. All'Italia non vorrei fare gli auguri, poiché non vorrei si sentisse oggetto di ludibrio visto che è finita nelle fauci del padrone di turno! |