No alla sfiducia a Caliendo, mentre nasce il terzo polo.

Scritto da Alfredo Anselmo, 05-08-2010 08:13

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Pubblicato in : Rubriche, La terra dei cachi

Berlusconi e FiniRoma, 4 agosto 2010 - Contrari 299, favorevoli 229 e 75 astenuti! La Camera dice no alla sfiducia nei riguardi del Sottosegretario alla Giustizia Caliendo. Ma a Montecitorio in queste ore si è verificato qualcosa di politicamente rilevante. Anche se un po' tutti si affrettano a negarlo, si può affermare che è stato inferto un duro colpo al bipolarismo. Nasce una sorta di terzo polo che da questo momento in poi condizionerà l’operato del Governo Berlusconi.

 

Nei giorni scorsi il premier aveva praticamente "cacciato" Fini dal Pdl, per "lesa maestà", il presidente della Camera ormai da troppo tempo aveva logorato il grande capo, per cui ad un certo momento Berlusconi ha deciso che "il cancro che stava divorando" il partito andava estirpato. E così Fini ha creato un proprio gruppo sia in Senato che (più cospicuo) alla Camera, l'Fli.

 

Berlusconi e Fini

 

Oggi da osservatore ho notato il grande pathos che serpeggiava dalle sedi dei partiti principali a Piazza Montecitorio, e poi in Transatlantico un vociare, un cicaleccio molto bizzarro che non mi sarei perso per nessun motivo al mondo! Qualcuno sperava in qualcosa di grosso (caduta del governo?), ma era evidente che non sarebbe successo nulla a livello formale. Caliendo non rischiava. Oggi era solo un “mezzo”, il “fine” era un altro. Il Sottosegretario era in una botte di ferro. Ma è il dato politico che deve far riflettere e che muta il quadro politico a livello sostanziale. Niente è più come prima. La conta ha detto che c’è un Pdl alleato con la Lega. Ha confermato che c’è la "solita" opposizione formata da IdV e Pd. Ma ha espresso la novità: c’è una seconda opposizione, che si distingue dalla prima (ed infatti l’ha sottolineato con l’astensione e non col voto favorevole alla mozione di sfiducia), una sorta di schieramento di centro che vede insieme i finiani, l’Udc di Casini, l’Api di Rutelli e l’Mpa di Lombardo.

 

Montecitorio

 

«Oggi abbiamo mostrato i muscoli a Silvio, si regoli perché noi a settembre siamo pronti ad usarli per metterlo ko». Sono queste le voci che circolano e che non possono dirsi ad alta voce ma che un attento osservatore politico comprende. Torno un attimo in Aula, gli sguardi di Silvio e Gianfranco, gli ex amici, non si sono mai incrociati, ma durante le dichiarazioni di voto era palpabile la tensione fra quelli del Pdl ed i fedelissimi di Fini.

 

Bersani e Franceschini

 

Un capitolo a parte merita la principale forza d’opposizione, quel Partito Democratico che non finisce di stupire, inanellando gaffe incredibili, tanto che in questa occasione si è sfiorato il ridicolo. In aula Franceschini è stato duro con Caliendo "amico dei faccendieri", ma il capolavoro spetta al segretario Bersani che si è detto felice di poter sostenere un nuovo governo guidato da Tremonti. Ha trascurato che lo stesso Tremonti è il primo che, in caso di caduta del governo, vuole il ricorso immediato alle urne. Di Pietro accusa i finiani di "poca coerenza", in quanto dopo essere usciti dal Pdl avrebbero dovuto votare a favore della sfiducia. Ma credo che i tempi non siano ancora maturi per questo. La Camera chiude, si va in vacanza, Berlusconi sorride, anche Fini è rilassato, cala il sipario sul Teatrino della Politica, l’appuntamento è per settembre, ed allora si farà sul serio, Berlusconi sperimenterà la precarietà del suo Governo che ormai ha i giorni (o meglio i mesi…) contati.

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