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PRECI (PERUGIA) - Giusy Bonsignore, la vedova di Enzo Baldoni, è stata stretta in un lungo abbraccio da tutte le persone che hanno partecipato al funerale del giornalista freelance morto in Iraq nel 2004 e consegnato alla famiglia ben 6 anni dopo. «Devo confessarvi - ha detto la Bonsignore - che quando ho avuto la conferma che si trattava effettivamente di Enzo mi era venuta voglia di una funzione privata ma ora sono contenta che ci sia tanta gente. Vorrei ringraziarvi uno per uno».
Alla celebrazione liturgica, nel Comune di Preci, ha partecipato anche il coro Canto Sospeso, un'associazione culturale di Milano della quale la stessa Bonsignore fa parte. La vedova di Baldoni ha quindi ricordato che in contemporanea con il funerale di Preci, in Brasile il Coro gemello Luther King cantava per il marito.
In chiesa anche Enrico Deaglio, che era direttore del Diario della settimana, il settimanale con il quale Baldoni collaborava all'epoca del sequestro. Ha definito il freelance ucciso in Iraq «un reporter eccezionale, un fuoriclasse».
Enzo Baldoni, giornalista free lance di 56 anni, scomparve il 20 agosto del 2004 a Latifia in Iraq dove si trovava con accredito del settimanale Diario. Quattro giorni dopo la tv Al Jazeera trasmise un video con le immagini del cronista in cui l'Esercito islamico dava un ultimatum di 48 ore all'Italia per lasciare l'Iraq. Il 26 agosto Baldoni venne ucciso dai rapitori e l'immagine del suo volto ormai privo di vita venne pubblicata su un sito riconducibile all'Esercito Islamico. L'indagine condotta dai carabinieri del Ros, coordinati dalla procura di Roma, confermò con ragionevole certezza che il giornalista fu rapito e ucciso dagli uomini dell'Esercito islamico in Iraq, un gruppo che operava nella zona di Falluja legato e finanziato da Abu Musab Al Zarqawi, all'epoca responsabile di Al Qaida in Iraq. Il corpo del giornalista non venne inizialmente consegnato alle autorità italiane ma i resti sono stati individuati dopo lunghe e complesse ricerche.
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