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Per il sindacato della CGIL, il DDL 'Lavoro' è una norma incostituzionale. Il leader della CGIL è chiaro e lo ha ribadito anche da Padova, durante lo Sciopero Generale indetto dalla CGIL.
«Con questa legge - afferma Epifani - si cerca di introdurre un arbitrato forzoso che costringe i lavoratori a rinunciare a quello che la Costituzione consente loro: cioè di ricorrere al giudice quando vengono violati i diritti di un contratto e i diritti di una legge. Quindi è una norma che noi combatteremo e faremo rimuovere». Con l'arbitrato, sottolinea Epifani, un lavoratore «rinuncerà per tutta la sua vita lavorativa a rivolgersi ad un giudice del lavoro. È una norma incostituzionale».
Sottoposti alla lente di ingrandimento e alle più aspre critiche sono in particolare gli articoli 30 e 31 della nuova legge, approvata definitivamente con il voto favorevole del Senato. Secondo il testo di legge, il lavoratore e il datore di lavoro potranno concordare, al momento della stipula del contratto, di ricorrere a un arbitro in caso di controversia. Sottoscrivendo questo accordo il lavoratore, non solo non potrà più rivolgersi al giudice in futuro, ma, oltretutto, otterrà un giudizio "secondo equità", cioè senza il rispetto delle norme di legge, compreso l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, e dei contratti collettivi.
«I datori di lavoro potranno utilizzare, su vasta scala, lo strumento offerto dalla nuova legge» dichiara Lorenzo Fassina, dirigente dell'Ufficio Giuridico della CGIL Nazionale. Per Fassina, «approfittando della condizione di debolezza delle persone in cerca di lavoro, sarà possibile portare gli aspiranti lavoratori davanti ad una commissione di certificazione per fargli sottoscrivere contratti in cui sarà sancita sia la rinuncia alla normale azione giudiziaria che l’affidamento ad arbitri della risoluzione delle future liti».
Per il sindacato, in realtà tutte queste manovre non rappresentano una novità. Già da tempo, infatti, era nota la volontà da parte del governo Berlusconi di istituire l'arbitrato e di riformare il processo e il diritto del lavoro. A tal proposito, nel 2008 la stessa CGIL aveva organizzato un convegno dal titolo "La controriforma del processo e del diritto del lavoro", per poi andare avanti con molte altre iniziative fino all'appello contro il DDL 1441 quater-B 'Fermiamo la controriforma del diritto del lavoro'. Appello che ha raccolto le firme di importati giuslavoristi come Luciano Gallino, Umberto Romagnoli, Massimo Paci, Tiziano Treu e giuristi come Massimo Luciani e Andrea Proto Pisani, e sulla quale si sta ancora lavorando. |