| Scritto da giovanni (lettera al sito),
11-04-2010 07:51
|
Visite : 1373  |
Pubblicato in : Rubriche, Lettere... |
---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: Giovanni [omissis] Date: 11 aprile 2010 Oggetto: case popolari A: <webmaster@barcellonapg.it>
Gentile Carmen Fasolo,
un mio collega ieri sera mi ha detto di guardare il suo articolo su questo giornale,dove si parla delle case popolari. Abito a fondaconuovo, che forse lei conosce. La situazione è complessa, in parte è come lei ha scritto rispetto alla struttura che cade letteralmente a pezzi. Anche se le foto che ho visto non sono delle nostre case di fondaconuovo. In parte si dovrebbe fare anche un altro discorso.
Oltre ai consiglieri del Comune che lei scrive dovrebbe farci visita anche lei, o viverci per qualche tempo, si renderebbe conto di come: 1)le fognature non funzionano bene e in estate si sentono terribili odori, 2)le tubazioni sono marcie e l'aggiustarli è a nostro carico, 3)siamo privi di metano o di condutture per metterlo, quindi niente riscaldamenti di inverno, 4)la maggior parte delle case popolari sono senza asciensore, ma tanto lo stesso a certi disabili hanno dato una casa al 3' piano, 5) i topi nelle cantine si mangiano i fili, così salta spesso la corrente e siamo noi a chiamare gli elettricisti a nostre spese, 6) eccetera eccetera l'elenco è lunghissimo.................... Ma quello che si potrebbe scrivere anche sul suo giornale è che l'appartamento della casa popolare non sempre viene dato a chi ne ha davvero bisogno. Nel mio palazzo ad esempio vive un infermiere (che prende un consistente stipendio, ma la casa popolare è sotto il nome della madre). Nel palazzo accanto un impiegato di un ufficio molto famoso (anche lui prende uno stipendio consistente, la casa è sotto il nome di suo fratello), eccetera eccetera. Diciamo che il cinque percento una casa non popolare se la possono permettere, ma restando qui pagano un cinquanta euro scarsi al mese. Pure lei dovrebbe venirci e viverci per qualche tempo. Si renderebbe conto di tutti i punti che ho messo in questa lettera e che sono tutti veri anche se fotografie non ne ho fatto. Grazie comunque per aver parlato di cose VERE che in pochi giornali, tranne il suo, mettono in luce. Non ci serve l'elemosina, ma se stiamo in una casa popolare è perchè forse tanti soldi per riparare i guasti non ce ne sono (io vendo al mercato e faccio fatica a mangiare ogni mese). Spero che lei inserisca nel suo giornale questa mia lettera, perchè penso di parlare a nome di tanti. GRAZIE.............. GIOVANNI.
__________________________________________________
Buongiorno Giovanni!
Pubblico ben volentieri la sua lettera.
Io nelle case popolari ci vivo insieme a mia madre :-) Ed esattamente in quelle di Santa Venera (le foto si riferiscono a queste), per cui i problemi che lei elenca li conosco perfettamente.
Anche qui le fognature funzionano male e gli olezzi d'estate (ma anche d'inverno) ci mettono in seria difficoltà; le tubazioni cedono, come cedono le tapparelle, gli infissi, etc; anche qui manca l'allaccio per il metano (e tutto ciò che serve per effettuarlo), quindi niente caldaia e niente termosifoni; anche qui manca l'ascensore (ad esempio nel mio palazzo vi è un disabile al secondo piano); i cavi non sono stati mai rosicchiati dai ratti (che io sappia...), ma l'impianto elettrico è del tutto obsoleto, quindi non è difficile un corto circuito (a casa mia, ad esempio, è capitato tre volte negli anni passati, tanto da bruciare anche alcuni elettrodomestici).
Sui requisiti per l'assegnazione dell'appartamento... Le confesso di aver sorriso, non perché ciò che lei ha scritto non sia corretto (anzi!), ma perché è una prassi o un escamotage che viene adoperato da talune persone.
Non so quale sia la percentuale (lei parla del 5%), poiché non ho esattamente i dati di tutti gli alloggi sociali (per chiare ragioni), io conosco solo qualche caso. Sarebbe opportuno che ci fosse un controllo più efficace e più certosino sulle assegnazioni e su chi poi ci abita davvero da parte degli uffici di competenza, di certo non da parte nostra che non siamo detective privati e non intendiamo violare la privacy di nessuno.
Questo aspetto, però, non deve farci dimenticare che la maggior parte delle persone (perlomeno quelle che io conosco), vivono in diritto in un alloggio sociale, poiché ne hanno pieni requisiti (quindi per fortuna l'eccenzione furbesca non sempre è la regola).
Speriamo che la sua lettera e queste riflessioni non siano dimenticate e siano lette da chi ci amministra, affinché si ponga non solo la giusta attenzione, ma si possano effettuare le giuste e necessarie "riparazioni".
Buona domenica. Giulia Carmen Fasolo
Leggi anche:
|