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Home Messina LA RETE NO PONTE TORNA IN PIAZZA PER DIRE NO
LA RETE NO PONTE TORNA IN PIAZZA PER DIRE NO

Scritto da Chiara Siragusano, 09-05-2011 21:08

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Pubblicato in : Rubriche, Messina

Il popolo del “NO PONTE” scende nuovamente nelle strade di Messina per ribadire la sua netta opposizione a tale progetto. Come si legge da un appello pubblicato su www.retenoponte.it, i motivi del “no” sono diversi, tra questi non manca la grossa spesa affrontata negli ultimi anni solo per l’organizzazione dei lavori preliminari, come dichiara il comitato: «l'iter della costruzione del Ponte sullo Stretto ha già dilapidato svariate centinaia di milioni di euro; 110 di questi solo nell’ultimo anno per la redazione del progetto definitivo e i sondaggi geognostici che hanno riempito le città di Messina e Villa San Giovanni di trivelle. Da questa enorme quantità di denaro già spesa gli abitanti dei luoghi interessati dalla grande infrastruttura non hanno ricavato alcun vantaggio. Vantaggio hanno invece ricavato gli studi di progettazione, il General Contractor Eurolink e personaggi come l’Amministratore Delegato della Stretto di Messina S.p.a. Pietro Ciucci che ha ricoperto più di un incarico di commissario».

E sulle spese i membri del comitato "NO PONTE" non risparmiano nemmeno l’Università di Messina, affermando che «tra i costi va annoverata anche la cessione di immobili ad Eurolink, senza contropartita significativa, da parte dell’Università di Messina. L’incubatore d’impresa, originariamente destinato a favorire la nascita di attività imprenditoriali di giovani neolaureati, è diventato di fatto centro direzionale per i lavori del Ponte ».

L’appello continua facendo riferimento alle evidenti problematiche che il territorio presenta e a quelle che comporterebbe la costruzione del ponte: «Il Ponte sullo Stretto è evidentemente opera con pesante impatto sul territorio, come le dimensioni previste (oltre 380 metri le torri, oltre 3 Km il manufatto d’attraversamento) spiegano già da sole. La forte compromissione degli aspetti paesaggistici si somma all’opera di devastazione che i cantieri causerebbero in un’area (la riserva protetta di Capo Peloro) già molto fragile e già colpita da un eccesso di cementificazione».

Inoltre si sottolinea che ad una torta così appetitosa come quella della realizzazione del ponte, non poteva restarsene a guardare la mafia, affermando appunto che «al Ponte guardano, inoltre, le cosche mafiose siciliane e calabresi che puntano ad intercettare gli investimenti che si riverserebbero nell’area dello Stretto. L’inchiesta “Brooklyn” sul tentativo d’infiltrazione della mafia italo-canadese ha, d’altronde, evidenziato l’interesse di alcuni settori criminali ad entrare nell’affare come soci finanziatori, accreditandosi in tal modo come soggetto di riferimento».

È importante dire, però, che le argomentazioni dei membri della rete “NO PONTE” non si limitano esclusivamente a dei NO, evidenziando, infatti, di voler utilizzare i soldi della costruzione dell’opera per la messa in sicurezza del territorio. L’appello, dunque, conclude dichiarando che «Il Movimento contro il Ponte, che in questi anni ha ripetutamente manifestato portando in piazza decine di migliaia di persone, contrappone a tale prospettiva devastante la proposta di utilizzare le risorse destinate alla grande infrastruttura per la messa in sicurezza sismica e idrogeologica del territorio, il potenziamento dei trasporti pubblici nello Stretto, un piano di riqualificazione urbana a partire dall’edilizia scolastica (tutte opere con saldo occupazionale nettamente superiore a quanto previsto per le grandi opere). Il Movimento chiede, inoltre, che venga soppressa la Stretto di Messina S.p.a. e che le opere vengano programmate attraverso meccanismi di partecipazione democratica (impossibili laddove vigono Legge obiettivo e General Contractor, espressioni di una politica di verticalizzazione delle scelte)».

Per tutti questi motivi la “Rete No Ponte” invita la cittadinanza messinese e non a scendere in piazza sabato 14 Maggio per “invadere” pacificamente le vie della città e gridare nuovamente il suo NO. L’appuntamento sarà a P.zza Cairoli, dalla quale partirà il corteo che attraverserà il viale San Martino, via Geraci, via Cesare Battisti, largo San Giacomo, via Garibaldi e ritorno a P.zza Cairoli. La manifestazione si concluderà con un concerto dei “KALAFRO”, hip-hop/reggae band calabrese.

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