Teatro Mandanici: il Teatro degli annunci

Scritto da Carmen Fasolo, 12-05-2008 00:00

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Pubblicato in : Rubriche, Nessunopoli



Sono le 3 di notte. Fatemi rubare una canzone e fatemela adattare a Barcellona Pozzo di Gotto. Una strofa fa così: "La notte ha mille porte, nella testa c'è una città intera [...]. Sono tempi rock'n roll, e si resta senza fiato [...] Ci sono più bestie che nella foresta".

Lorenzo Cherubini (Jovanotti) e Giuliano Sangiorgi (Negramaro) saranno stati ispirati probabilmente dalle stesse intenzioni e motivazioni che hanno spinto me ad ornare il videoclip fotografico sul Teatro Mandanici con la loro canzone "Safari". Alla faccia dei diritti di copyright.

Il Teatro Mandanici non esiste. Basta, smettiamola! Dovremmo smetterla di parlare di Teatro. A Barcellona, a parte quello "privato" dell'Oratorio Salesiano, un Teatro non esiste. E' chiaro a tutti? Sarebbe tempo di farsene una ragione e di andare avanti.

Forse tra le poche cose che ce lo impediscono è il bruciare che sentiamo rispetto agli anni, ai soldi, alle fregature, agli annunci da megafoni, alle promesse elettorali. Se non fosse che ci sono rimaste tanta spazzatura e tanta merda (nessun francesismo, è quello che trovate ora se andate a farci un giro dentro). Se non fosse che tutto è spaccato e attende lì fermo come un cadavere, in attesa che qualcuno lo seppellisca finalmente. La putrefazione è avvenuta. Sarebbe tempo di dargli una dignitosa sepoltura, visto che di vita dignitosa non ne ha avuto.

La storia del Teatro non ve la racconto, mi rifiuto di prendervi ancora in giro. Vi dico solo gli ultimi fatti se vi interessano, altrimenti cliccate da un'altra parte. Vi farà stare meglio.

Si sussurrava, lo scorso mese, che giovani di un neo gruppo satanico di Messina facesse la sua comparsa proprio dentro al Teatro (quale Teatro?) per festeggiare e immolare nuove azioni a satana. Era una voce che circolava da tempo, soprattutto negli ambienti giovanili più "segreti". Ho sfogliato i nostri quotidiani e i nostri giornali locali: Gazzetta del Sud, Giornale di Sicilia, La Sicilia, Comunità, Centonove, etc. Niente, nessuna traccia. Eppure le voci serpeggiavano con insistenza. Per smentire o confermare mi serviva una "visita".

Ci sono entrata lo scorso 3 maggio, anche solo per il fatto che è talmente facile entrarci (da almeno quattro agili aperture) che ci sembrava un peccato non darci un ultimo saluto fotografico, prima che la ruspa ci vada e faccia quello che tutti noi, dopo questo videoclip fotografico, speriamo per lui (la sepoltura del finto Teatro).

 

 


A questo edificio resta poca dignità, diciamocelo. Non perché i temporanei dormitori per cani,  tossici, pischelletti e bulletti non abbiano dignità, ma perché nessuna setta satanica (neppure  la più "improvvisata") sceglierebbe questo luogo come luogo "degno" di attenzione. Nessun segno di sette sataniche al suo interno, ve lo dice una che sulle forme dei gruppi settari ha fatto numerosi studi. Nessuna traccia, tranne forse qualche macchia ad olio di sangue "essiccata". Ma nessuno spiritismo (per lo meno quello satanico). Prova ecologica sufficiente, dunque. Andiamo avanti, allora.

Non è solo per la spazzatura, non è solo per le macerie, non è solo perché passi e il tetto ti può cadere da un momento all'altro sulla testa, non è neppure per le colorite scritte o per i gabinetti in frantumi che non entreresti dentro. Anzi, sono l'aspetto minore di questa storia. Non ci entreresti perché ti vergogni così tanto che una cosa del genere possa esistere nella TUA (nostra!) città che non ci vuoi credere, rifiuti l'idea che un Teatro oggi sia una immondizia, che viene palleggiata, a turni alterni, prima da questo e poi da quel politico. A destra come a sinistra. Rileggete: a destra come a sinistra.

Non ci stai. Non ci puoi stare se i soldi che questa città ha bruciato fanno compagnia a documenti di decifrabile provenienza dati al carboncino proprio lì dentro. Non ci puoi stare se Barcellona ha perso la sua storia e la sua chance di avere il suo Teatro. Qualsiasi teatro verrà dopo (sempre che venga!), sarà un impasto, sarà un palliativo, sarà perseguitato da un fantasma.

(pubblicato il 12 maggio 2008)

 


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