Barcellonapg.it

Barcellona Pozzo di Gotto. Siamo un portale dal 2002 e una testata giornalistica dal 2005.

Wednesday
May 23rd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Rubriche GeoGlobo

GeoGlobo

Siria, mille morti in una settimana

Scritto da Carmen Fasolo, 09-04-2012 00:00

Visite : 175    

Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo

Bashar al-Assad, il Presidente della Siria, fa un passo indietro e dice "no" al ritiro delle truppe governative. La marcia indietro di al-Assad provoca subito mal contenti e aspre critiche. Kofi Annan, l’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, comunica il suo aperto dissenso, mentre si contano i morti (siamo già a 31, di cui 12 civili).

siriaLa repressione di ieri ha prodotto ben 200 arresti, senza tenere conto che le vittime per ogni settimana sono almeno mille. «Dichiarare che la Siria richiamerà i soldati il 10 aprile è una notizia falsa», dice Damasco, poiché «Kofi Annan non ha ancora presentato garanzie sullo stop alle violenze da parte di gruppi terroristici armati».

Il colonnello Qassem Saad al-Din, uno dei portavoce dell’Esercito libero in Siria, sostiene che l’opposizione siriana ha l’intenzione di mantere l'accordo, cioè rispettare il "cessate il fuoco" imposto dall’Onu, anche se le forze filogovernative hanno deciso di disobbedire.

Le forze siriane rispondono alla violenza: «spareranno, prenderemo di nuovo le armi e risponderemo». L’accordo raggiunto tra la Siria e l’ex segretario generale dell’Onu prevede l’inizio del ritiro delle truppe entro il 10 aprile, quindi tra due giorni, con un cessate il fuoco da raggiungere entro 48 ore, al più tardi il 12 aprile. Da Ginevra, Annan dichiara che «l’escalation di violenze che si registrano in Siria è inaccettabile», dicendosi «scioccato».

Secondo l’inviato speciale, sono state violate le garanzie che gli erano state date. Per tali ragioni, Annan ha invitato Damasco a mantenere le promesse di porre fine al bagno di sangue. Intanto, le forze siriane di Assad non si fermano. Oggi hanno hanno bombardato la provincia di Idlib, vicino al confine con la Turchia, provocando decine tra morti e feriti.

Commenti autore Commenti utenti Riporta questo articolo sul tuo sito Stampa Spedisci a un amico

Bashar al-Assad, il Presidente della Siria, fa un passo indietro e dice "no" al ritiro delle truppe governative. La marcia indietro di al-Assad provoca subito mal contenti e aspre critiche. Kofi Annan, l’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, comunica il suo aperto dissenso, mentre si contano i morti (siamo già a 31, di cui 12 civili).

Il colonnello Qassem Saad al-Din, uno dei portavoce dell’Esercito libero in Siria, sostiene che l’opposizione siriana ha l’intenzione di mantere l'accordo, cioè rispettare il "cessate il fuoco" imposto dall’Onu, anche se le forze filogovernative hanno deciso di disobbedire.

Le forze siriane rispondono alla violenza: «spareranno, prenderemo di nuovo le armi e risponderemo». L’accordo raggiunto tra la Siria e l’ex segretario generale dell’Onu prevede l’inizio del ritiro delle truppe entro il 10 aprile, quindi tra due giorni, con un cessate il fuoco da raggiungere entro 48 ore, al più tardi il 12 aprile. Da Ginevra, Annan dichiara che «l’escalation di violenze che si registrano in Siria è inaccettabile», dicendosi «scioccato».

Secondo l’inviato speciale, sono state violate le garanzie che gli erano state date. Per tali ragioni, Annan ha invitato Damasco a mantenere le promesse di porre fine al bagno di sangue. Intanto, le forze siriane di Assad non si fermano. Oggi hanno hanno bombardato la provincia di Idlib, vicino al confine con la Turchia, provocando decine tra morti e feriti.

 
Grecia, aumentano i poveri

Scritto da Barcellonapg.it, 08-04-2012 13:48

Visite : 185    

Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo

"La situazione dei bambini in Grecia 2012". Così si intitola il rapporto del Comitato nazionale greco dell'Unicef  redatto in collaborazione con l'Università di Atene. L’indagine svolta mette in evidenza non solo la crisi economica già esistente, ma l'evidente peggioramento della povertà: ormai 439.000 i bambini vivono al di sotto della soglia di povertà - malnutriti e in condizioni malsane - in famiglie che rappresentano il 20,1% del totale dei nuclei famigliari ellenici.

Per soglia di povertà si considera il reddito minimo che una famiglia di quattro persone deve guadagnare ogni mese per pagare affitto e generi di prima necessità, come alimenti, trasporti, vestiario e istruzione. Di questo quinto di famiglie greche, il 21,6% ha una dieta povera di proteine animali, il 37,1% non ha un adeguato riscaldamento in casa, il 27,8% vive in abitazioni umide o troppo secche ed il 23,3% in quelle che sono definite “cattive condizioni ambientali”.

Nonostante stime ufficiali parlino del 21% dei greci in stato di povertà, cioè con un reddito inferiore a 470 euro mensili, la cifra reale ha già toccato (e forse superato) il 25%, ovvero un greco su quattro è povero. In altre parole, degli 11,2 milioni di greci, due milioni e 800 mila non hanno abbastanza di che vivere. Ma, secondo un'indagine della Rete greca per la lotta alla povertà (Eapn), a causa dell'evolvere della crisi, la Grecia potrebbe presto registrare fino al 30% della popolazione sotto la soglia di povertà. Il dato è stato di recente confermato anche da uno studio della Fondazione per la Ricerca economica e industriale (Iobe).

Negli ultimi mesi, secondo l'Istituto nazionale di statistica Elstat, oltre 400.000 nuclei familiari sono rimasti senza alcun reddito perché nessuno dei componenti lavora più, mentre oltre 60.000 famiglie hanno fatto ricorso al tribunale chiedendo il consolidamento dei loro debiti, perché non sono più in grado di pagarli nemmeno a rate. Il rapporto cita anche diversi casi di svenimenti di bambini in classe proprio a causa della denutrizione. Questi casi vennero alla ribalta della cronaca lo scorso dicembre, quando Maria Iliopoulou, direttrice del brefotrofio di Atene, denunciò di aver registrato in poche settimane circa 200 casi di neonati denutriti perchè i loro genitori non erano in grado di alimentarli come dovuto. La donna affermò inoltre che gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei diretto facevano ogni giorno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni più indigenti.

“In molte scuole di Atene la situazione è ancor più drammatica - rivelò Iliopoulou - perché alcuni bambini sono svenuti in classe per la fame”. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come «propaganda», si è visto costretto a riconoscere la gravità del problema. E così ha deciso di distribuire agli alunni delle famiglie meno abbienti buoni pasto con cui possono mangiare nel refettorio delle scuole. La ricerca dell'Unicef si conclude citando una stima del difensore civico (Ombudsman) dei bambini, secondo cui in Grecia vi sarebbero oltre 100.000 minorenni che lavorano per contribuire al magro bilancio famigliare.

Commenti autore Commenti utenti Riporta questo articolo sul tuo sito Stampa Spedisci a un amico

"La situazione dei bambini in Grecia 2012". Così si intitola il rapporto del Comitato nazionale greco dell'Unicef  redatto in collaborazione con l'Università di At...
Generazione Comiso. I ragazzi degli Anni Ottanta

Scritto da Antonio Mazzeo, 05-04-2012 10:00

Visite : 156    

Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo


“Renato A. e Renato C., Angelo, Alfredo, Turi, la piccola Giovannella, Alfredo, Angelo, Patrizia, Pippo, Enrico. E Alfonso da Catania e Teresa da Enna, e Tore e Morishita e Antonella. E Franz, Giuseppe e Giacomo e tu, Jochen...”


Mi ero proprio rotto. Due giorni a fare su e giù, Comiso-aeroporto, aeroporto-Comiso. Una Fiat 127 blu tutta ammaccata, scarrozzando inviati Rai e corrispondenti annoiati, persino tre grigi inviati della Pravda e di chissà quale altro quotidiano dell’URSS. Tutti gli altri, davanti ai cancelli, a cantare, giocare, ballare, condividere l’utopia che avremmo fermato i lavori, i missili. Così, la sera in assemblea, dissi che l’8, ultimo giorno di blocco, non avrei più fatto l’addetto stampa e che mi sarei unito ai siciliani in sit-in all’ingresso principale. Avvenne tutto in un attimo: il comandante dei CC col frustino, i suoi insulti, poi le sirene, i bengala, i lacrimogeni e gli assalti davanti e di dietro. Botte da orbi, il dolore pungente sulle spalle, il sangue, la fuga in un’immensa nube di polvere tra i vigneti. Insieme a Tullio che mi aveva raccontato, felice, che sarebbe presto andato in Nicaragua da cooperante. E quel maledetto elicottero che c’inseguiva, dappertutto, l’agente bastardo che rideva e fingeva di spararci addosso.

Riuscimmo a tornare all’IMAC. I primi soccorsi, un punto di sutura, a pulirci il fango, anestetizzando le lacerazioni dell’anima. Quella notte fu l’inferno. Ardevo di dolore e rabbia. Poi il crollo in un oceano d’incubi. Le immagini della carica in moviola, i volti di quei criminali che ci avevano rubato l’innocenza, la gioia, la speranza. E i manganelli. Ancora quel frustino. I bastoni di legno. Orrore a orrore. Infine, grazie al mixer di antidolorifici e vino, un insperato torpore, un senso di pace fatto di ricordi, flash back con loro, sorelle e fratelli di un anno di convivenza e lotte nel Campo internazionale della pace di Comiso.

La festa della luna piena con Marianne, narratore clown di un villaggio trasformato in industria di morte ma che come in tutte le fiabe, alla fine, prima del vissero tutti felici e contenti, il missile a multipla testata nucleare esplodeva in bon-bon e caramelle. Le pazienti lezioni di giornalismo di Marina, due anni negli States come stagista. “Hai talento, ma ti perdi in inutili fronzoli. Vai subito al sodo, sii anglosassone!”. Antonio, disoccupato, che aveva respinto a muso duro l’unica offerta di lavoro che gli avevano fatto. Quella di fare da muratore all’interno della base. L’incontenibile gioia di Iano di Avola, obiettore di coscienza in servizio civile, quando lo informammo che sarebbe andato a parlare di noi, una settimana, tra i metalmeccanici di Milano e di Varese. Le processioni a piedi scalzi di Turi, dietro il Vescovo che benedì nel nome di Cristo la prima pietra della chiesa all’interno del complesso atomico. Ed Enrico, sardo cocciuto e ribelle, sempre più capace di noi a tessere, abilmente, legami politici impossibili. La forza di Tore per continuare a vedere le cose belle della vita, leggere, scrivere, studiare, anche quando gli occhi ti hanno vigliaccamente tradito. L’incomparabile dolcezza di Antonella che aveva ammansito con una carezza i cani lupo che ci avevano scagliato contro i tutori dell’ordine di Sigonella. E le ballate a Sacco e Vanzetti e Pio La Torre, Give peace a change e Al Magliocco al Magliocco, tutti a fare il coro, stonati, di Fortunato cantastorie di Barcellona Pozzo di Gotto. La santità del reverendo Morishita, irraggiungibile nella sua imperturbabile pace interiore e proprio per questo intimamente nostro. Nostro davvero e di tutta Comiso. L’attesa, una settimana sì e una no, del furgone dei nonviolenti messinesi, Renato A e Renato C, la piccola Giovannella, Alfredo, Angelo, Patrizia, Pippo. E Alfonso da Catania e Teresa da Enna, l’amore che ha generato Irene, la pace. E quell’uomo spuntato chissà come e da dove, barba incolta e bastone. “Sono un giornalista di un mensile che verrà, parlatemi di voi pacifisti che voglio scrivere un pezzo”. Fui diffidente, quasi maleducato. Vedevo spie dappertutto e un giornalista di un giornale mai nato era sicuramente uno sbirro. Invece era Riccardo e quell’inchiesta sui giovani di Comiso uscì sul primo numero de I Siciliani. Missili e mafia, mafia e missili. Erano stati il pallino di Pio, lo sarebbero stati per il direttore-scrittore Fava, anche lui martire sacrificato all’altare dei Principi della morte.

Con Giuseppe se ne sono andati via prima Giacomo, l’ex sindaco che sfidò il Partito, il suo Partito, che lo aveva lasciato solo contro gli Americani. Poi Franz dei comitati popolari veneti, che in una settimana aveva trasformato un terreno incolto in un camping autosufficiente per i mille compagni di tutta Europa, i protagonisti di quella splendida estate dell’83. L’anno scorso te, Jochen. Ti ricordi quando c’incapriolammo, caddi e mi spezzai il polso e ti dovetti abbracciare perché piangevi come un bambino, splendido nei tuoi lunghi capelli biondi e il volto d’angelo? Non ti ho più visto da quel maledetto giorno che ti arrestarono come un bandito. Gli facevi paura. Invincibile. Ma so che ci sei. E ci sarai.

Picchiarono e picchiarono, con quei ba­stoni di cuoio, sopra teste, schiene nude, braccia dei ragazzi, chiusi, serrati fra due schiere… Vincenzo Consolo, Comiso, l’Unità, 7 settembre 1985.

Articolo pubblicato in I Siciliani giovani, n. 3, marzo 2012
Commenti autore Commenti utenti Riporta questo articolo sul tuo sito Stampa Spedisci a un amico

“Renato A. e Renato C., Angelo, Alfredo, Turi, la piccola Giovannella, Alfredo, Angelo, Patrizia, Pippo, Enrico. E Alfonso da Catania e Teresa da Enna, e Tore e Morishi...
Un MUOStro di mafia a Niscemi

Scritto da Antonio Mazzeo, 24-03-2012 19:37

Visite : 209    

Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo

Un’intera collina sventrata nel cuore della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi. Centinaia di metri di terrazzamenti, la macchia mediterranea sradicata. In cima, gli scheletri delle future casermette e tre enormi basamenti di cemento. Mancano solo le parabole e l’installazione del terminal terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare della Marina militare Usa, sarà completo. I lavori, autorizzati nel giugno 2011 dalla giunta regionale di Raffaele Lombardo (unico politico filo-Muos di tutta la Sicilia), procedono con celerità sorprendente. Inesorabili. Laceranti. Sfidando le piogge e i rigori dell’inverno.

L’immensa base di Niscemi, 144 ettari di terreni ricadenti in zona A e B della riserva, è attraversata da auto di servizio, camion pesanti, ruspe, betoniere. Nessun cartello segnaletico sulla tipologia dei lavori, l’importo, gli esecutori. Su un automezzo che impasta cemento è però ben impresso il logo della “Calcestruzzi Piazza Srl”. Più di due mesi fa, le amministrazioni locali sono state informate che la Prefettura di Caltanissetta ha negato all’azienda il certificato antimafia. Il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, l’ha già depennata dall’elenco delle imprese di fiducia del Comune, in ottemperanza alla circolare ministeriale sulla cosiddetta white list che punta ad impedire l’infiltrazione criminale negli appalti pubblici. Ma per il MUOS e la stazione di telecomunicazione Usa più grande del Mediterraneo, le normative italiane antimafia sono invece carta straccia.

I lavori di realizzazione del megaimpianto satellitare sono stati affidati dal comando US Navy ad un consorzio d’imprese denominato “Team MUOS Niscemi”, costituito dalla Gemmo S.p.A. di Arcugnano (Vicenza), società leader nella costruzione d’impianti elettrici e dalla LAGECO (Lavori Generali Costruzioni) di Catania. Due aziende particolarmente attive nel business delle infrastrutture militari. La Gemmo, in associazione con un importante contractor statunitense, ha in affidamento il trasporto di armamenti, la gestione dei servizi ambientali e la raccolta dei rifiuti nello scalo aereo di Sigonella e nella base navale di Augusta. La LAGECO, in passato, ha eseguito i lavori di recinzione e la bonifica ambientale dei terreni del centro di radiotrasmissione di Niscemi.

Il subappalto relativo alla movimentazione terra e alla fornitura di cemento è stato affidato invece alla Calcestruzzi Piazza Srl. La commessa è trapelata sui mezzi d’informazione grazie al giornalista Giovanni Tizian. In un documentato articolo pubblicato il 2 novembre 2011 su l’Espresso, Tizian ha denunciato che l’impresa che stava realizzando i basamenti per le antenne del MUOS era riconducibile all’imprenditore Vincenzo Piazza, “persona associata al boss Giancarlo Giugno, ritenuto dagli inquirenti il referente di Cosa Nostra a Niscemi”. “E il nome di Giugno – aggiungeva Tizan - compare persino nell’istruttoria sui telefonini usati per la strage di Capaci: fino al 2003 ha scontato una pena definitiva al carcere duro, poi è stato protagonista di un surreale caso di soggiorno obbligato nelle Marche - dove non è riuscito a trovare casa - e di un lungo divieto di soggiorno in Sicilia”. Nel 2009, Piazza ha lasciato le cariche ricoperte nella società di calcestruzzi. “Al suo posto due donne: la più giovane è socia di Francesco Piazza, figlio di Vincenzo, in un’altra società di costruzioni”.

Del titolare-ombra dell’azienda subappaltatrice del MUOS,l’Espresso ricordava il coinvolgimento nell’indagine “Atlantide-Mercurio” della procura antimafia di Caltanissetta (gennaio 2009), relativa agli affari illegali della “famiglia” Madonia nel comprensorio Gela-Niscemi. L’inchiesta giornalistica destò parecchio scalpore. La Prefettura formalizzò la non concessione del certificato antimafia, ma come è stato possibile verificare, la Calcestruzzi Piazza Srl non si schioda dai lavori del MUOS all’interno della base Usa di Niscemi.

Sulla vicenda, il 14 febbraio 2012, il senatore Giuseppe Lumia (Pd e sostenitore della giunta Lombardo) ha presentato un’interrogazione ai Ministri della difesa e dell’interno. “Il Governo regionale ha più volte sollecitato le autorità americane a mettersi in relazione con le autorità italiane, in particolar modo con la Prefettura di Caltanissetta, per monitorare dettagliatamente la presenza di eventuali imprese mafiose in quest’importante opera, di fatto pubblica, e per far rispettare la normativa antimafia”, scrive Lumia. “Risulta tuttavia che nei lavori sia coinvolta la Calcestruzzi Piazza Srl, con sede a Niscemi ed avente come amministratore unico Concetta Valenti, il cui marito convivente è Vincenzo Piazza, che, in base ad indagini della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Caltanissetta nonché ad altri elementi info-investigativi segnalati dalle Forze dell’ordine, apparirebbe fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”.

Il senatore Lumia rileva che nel corso di alcune indagini “sono emersi contatti del Piazza con esponenti mafiosi” che “evidenziano ingerenze e condizionamenti di Cosa nostra nell’appalto per i lavori di recupero, consolidamento e sistemazione a verde dell’area sottostante il Belvedere, commissionati dal Comune di Niscemi”. Vincenzo Piazza, insieme a Giancarlo Giugno, è stato inoltre denunciato per il reato di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Triskelion”, eseguita nel febbraio 2010 dalla DDA e dal GICO della Guardia di finanza di Caltanissetta, contro una “cellula” di Cosa nostra della provincia di Enna operante in Lombardia e in Belgio. “Nell’ambito della citata indagine - scrive il parlamentare - il monitoraggio dell’utenza in uso a Antonino Tramontana (soggetto affiliato al clan di Pietraperzia) dava modo di riscontrare plurimi contatti che costui intratteneva con alcuni personaggi pluripregiudicati, tra cui Giancarlo Giugno; quest’ultimo veniva contattato proprio tramite l’utenza in uso a Piazza. Sempre tramite Vincenzo Piazza, altro soggetto mafioso di Pietraperzia, tale Nino Tramontana, il 24 agosto 2006, incontrava Giancarlo Giugno ed era per mezzo del suo cellulare che parlava con Giugno quando si trovava presso l’impianto di calcestruzzo, il 3 settembre 2006, e rintracciava gli operai”. Agli atti dell’inchiesta “Atlantide-Mercurio”, pure la trascrizione di una successiva conversazione telefonica tra Piazza e Giugno, mentre quest’ultimo si trovava in Milano ancora in compagnia di Antonino Tramontana. L’imprenditore si era rivolto al boss per sapere la fine di un assegno di 3.500 euro. Giugno preferì glissare la domanda, riservandosi di parlarne al suo rientro a Niscemi.

Sono proprio le intercettazioni ambientali eseguite durante l’importante operazione antimafia a delineare l’intensità dei legami tra Vincenzo Piazza e Giancarlo Giugno. Quando nel 2006 il boss è in carcere a Tolmezzo, l’imprenditore è in contatto con la moglie Giuseppa Patti. In un’occasione i due parlano di un assegno che Piazza avrebbe dovuto ricevere da tale “Peppe”. Ho parlato con lui, ma non l’ha ancora posto all’incasso, riferiva l’imprenditore. Quindi ritarderò a recapitarle la somma di denaro di una settimana. Il 22 agosto 2006, Vincenzo è tra i pochissimi amici ad essere avvisato dalla Patti della scarcerazione del marito. “Il Piazza promette che il giorno seguente si sarebbe recato presso la sua abitazione sia per salutare Giancarlo Giugno, che per consegnarle qualcosa, verosimilmente la somma di denaro che le aveva promesso in precedenza”, scrivono gli inquirenti.

I contatti tra il boss e l’imprenditore si faranno sempre più frequenti. Il 23 ottobre, essi vengono intercettati mentre parlano di una gara d’appalto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio di Niscemi. Per chi fa la gara per questa immondizia, si deve giocare la meglio si deve giocare!, commenta Piazza. Puoi portare quaranta dipendenti Giancarlo, possono essere i più stupidi del mondo… E più stupidi sono meglio è! Giugno lo incalza: Quaranta no, quaranta amici te li sei fatti, te li trovi quaranta famiglie, quando ci sono le elezioni o quando ci sarà qualche cosa te li trovi… Prima del commiato, il boss ricorda all’interlocutore che dovrà ritirare del denaro. Una parte, 15.000 euro, “sarà trattenuta per se stesso”, una quota sarà destinata al Piazza e i rimanenti 25.000 euro “saranno destinati ad altri”.

Il 5 novembre 2006, i due tornano ad incontrarsi per discutere dell’assunzione di due operai all’interno di un cantiere per la realizzazione di gallerie autostradali. Io ho parlato con Michele, ma mi ha detto che può assumere solo le persone che hanno il patentino, spiega Giugno. Il 13 novembre si torna a parlare di somme di denaro da riscuotere, presumibilmente riconducibili all’attività imprenditoriale del Piazza. “La conversazione in disamina evidenzia cointeressenze del Giugno nell’attività espletata dal Piazza: non a caso, infatti, egli utilizza il plurale nelle richieste che formula al Piazza, per il recupero dei crediti”, scrivono gli inquirenti. Di circa quindicimila me ne ha dati tremila!... si duole Vincenzo. Già deve dare ancora dodicimila! Gli ho detto: male che vada, tu porta quegli assegni e ti do un paio di mila euro in contanti e quattro li diminuiamo, qualche altro lavoro te lo faccio fare! Meno di un mese dopo, Vincenzo Piazza comunica a Giugno di essere in possesso di due assegni, ma teme che siano scoperti. Inizialmente si pensa di versarli in banca per farli protestare, ma successivamente si opta per concedere al creditore il tempo necessario a recuperare il denaro. Il 27 dicembre 2006, Giugno e Piazza vengono intercettati mentre effettuano dei conteggi su alcuni assegni nella loro disponibilità. “Dal tenore del dialogo si ricavano cointeressenze tra i due”, ribadiscono gli inquirenti.

Condividono pure un chiodo fisso i due, quello di avere i cellulari e perfino i computer sotto controllo. Quando un giorno si recano nell’impianto della Calcestruzzi Piazza Srl e notano qualcosa di anomalo all’ingresso, Piazza e Giugno si convincono che è stata installata una telecamera dalle forze di polizia. E il boss manifesta pure la preoccupazione per l’eventuale presenza di una microspia a bordo dell’autovettura del Piazza. I comportamenti dell’imprenditore non sono però del tutto lineari. Da una parte teme le indagini dell’autorità giudiziaria, dall’altra stringe relazioni confidenziali con un paio di agenti di Polizia di Stato niscemesi. A uno di essi, Marco Crescimone, Vincenzo Piazza rivela nell’ottobre 2006 che Giugno, preoccupato di essere nuovamente arrestato, evita di farsi notare in compagnia di altri pregiudicati proprio per timore dei controlli di polizia. Lui se ne vuole andare… vuole squagliare di qua.. Dice <<perché… dicembre non passa… che mi attaccano a me!... me ne devo andare e basta!... ormai non è più terra per me qua!..>>

Piazza e Crescimone si soffermano poi sui diversi atti intimidatori verificatisi negli ultimi tempi a Niscemi. I due “temono che la situazione possa ulteriormente aggravarsi”, scrivono gli inquirenti. “Il Piazza riferisce che Francesco Amato, alias Ciccio Pistola e Salvatore Blanco, alias Turi Paletta sono diventati oramai esponenti di spicco del sodalizio mafioso di Cosa Nostra; aggiunge che costoro sono entrati in contrasto con Giancarlo Giugno”. Qualche giorno c’è il botto Marco!... qualche giorno c’è il botto… perché non mi pare che questo Paletta e il Pistola, troppo potere si sono presi…

Il 3 novembre 2006, è il poliziotto Nuccio Gallo a ricevere alcune confidenze dal Piazza. Oggetto, il danneggiamento del Ristorante “Green Hilly”, gestito dall’imprenditore del calcestruzzo. Ieri sera... Hanno rotto i vetri, ho girato attorno, e ho visto la porta d’ingresso principale rotta pure, dei vetri con quella barra pure… Ho una collera che prenderei a qualche figlio di buttana, e trenta anni non me li toglierebbe nessuno… E meno male che sono appoggiato compare! ti immagini se non sarei appoggiato!

Tanto ben appoggiatoprotetto che la Piazza Srl continua ad essere un’ingombrante presenza nei lavori pro-MUOStro di Niscemi.

 

L'articolo è redatto da Antonio Mazzeo ed inviato attraverso newsletter.
ANTONIO MAZZEO - Militante ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato saggi sui temi della pace e dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa. E' in libreria il suo "I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina" (Alegre Edizioni).
Il suo blog http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/

Commenti autore Commenti utenti Riporta questo articolo sul tuo sito Stampa Spedisci a un amico

Un’intera collina sventrata nel cuore della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi. Centinaia di metri di terrazzamenti, la macchia mediterranea sradicata. In cima...
Finmeccanica è sempre più NATO

Scritto da Antonio Mazzeo, 24-03-2012 19:34

Visite : 178    

Pubblicato in : Rubriche, GeoGlobo

Le società produttrici di armi controllate da Finmeccanica si confermano importanti contractor dell’Alleanza Atlantica. Selex Elsag, specializzata nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi di comunicazione militare, si è aggiudicata in collaborazione con il colosso statunitense Northrop Grumman, un contratto di circa 50 milioni di euro per l’implementazione e la gestione del programma Computer Incident Response Capability (NCIRC) - Full Operating Capability (FOC)dell’agenzia NC3A della NATO.

“Il programma NCIRC consentirà di monitorare e rispondere rapidamente ed efficacemente alle minacce e ai problemi di vulnerabilità alla cyber security, in linea con gli obiettivi stabiliti dai capi di Stato dei paesi NATO nel novembre 2010 a Lisbona”, spiegano i manager di Finmeccanica. “Il contratto riguarda un servizio completo per garantire la sicurezza delle informazioni a oltre 50 tra comandi e siti in 28 paesi dell’Alleanza”. Alla commessa è prevista la partecipazione di Vega, la società con sede in Gran Bretagna acquistata da Finmeccanica nel 2008, attiva nella consulenza ingegneristica e tecnologica nei settori della difesa e aerospaziali.

“Questo risultato dimostra chiaramente la capacità di Finmeccanica di integrare le migliori competenze del Gruppo per fornire soluzioni avanzate di protezione da attacchi cyber a un’organizzazione internazionale di tale importanza”, ha commentato Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato della holding. Particolarmente soddisfatto per la partnership con Finmeccanica si è dichiarato Mike Papay, vicepresidente di Northrop Grumman Information Systems, società dell’omonimo gruppo leader nella produzione di cacciabombardieri, sistemi missilistici convenzionali e nucleari e dei famigerati velivoli senza pilota “Global Hawk” che le forze armate Usa e NATO stanno dislocando principalmente nella base siciliana di Sigonella.

“Northrop Grumman – ha dichiarato Papay - è lieta di contribuire a questo programma con le proprie risorse ed un’esperienza pluridecennale nella realizzazione e gestione di centri di cyber security management, sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, al fine di proteggere le reti della NATO da minacce di natura cyber”. Northrop Grumman, insieme a MCAfee Security, ha pure firmato contratti per 189 milioni di dollari con il Dipartimento della difesa e la Defense Information Systems Agency (DISA) per lo sviluppo dell’Host Based Security System (HBSS), un software destinato alla protezione della rete dei terminali militari Usa.

Sempre in ambito NATO, un paio di mesi fa, la filiale britannica di Selex Elsag aveva sottoscritto un contratto dell’ordine di decine di milioni di euro per gestire l’ammodernamento dei centri di telecomunicazioni satellitari e delle infrastrutture collegate. Il contratto, in particolare, prevede l’installazione di un centro per le comunicazioni via satellite in Belgio, l’ammodernamento delle stazioni di terra ad antenna multipla di Kester (Belgio) e Lughezzano (Verona) e dei siti ad antenna singola di Oglaganasi (Turchia) e Atalanti (Grecia). I tecnici dell’azienda italiana sono pure chiamati alla formazione e all’addestramento del personale militare dell’Alleanza presso laNATO Communications & Information Systems School diBorgo Piave, Latina.

Nel maggio 2011, a Selex era andato un altro importante contratto della NACMA - NATO Air Command and Control System Management Agency, del valore di circa 30 milioni di euro, per la fornitura e l’installazione di sistemi di comunicazione in diversi siti terrestri, nell’ambito della cosiddetta “Rete Link 16” che consentirà lo scambio dati con i vettori aerei a 29.000 piedi di altitudine nello spazio aereo europeo, migliorando il sistema di “difesa missilistica” della NATO. I terminali saranno consegnati a partire di quest’anno a quattordici paesi (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Turchia e Ungheria).

Con NACMA, Selex Sistemi Integrati (altra controllata Finmeccanica), aveva siglato nel 2011 un contratto del valore di 10 milioni di euro per lo sviluppo del programma interalleato Air Command and Control System (ACCS). L’azienda curerà la progettazione e la realizzazione entro il 2015 di due siti ACCS (uno in Ungheria e l’altro in Norvegia) per la gestione delle operazioni aeree. Le attività prevedono l’installazione di 173 posti operatore e l’integrazione con i sistemi nazionali e gli altri centri ACCS NATO. Nel febbraio 2010, ancora l’agenzia NACMA della NATO aveva affidato a Selex Sistemi Integrati i lavori d’“integrazione di 230 sensori per tutti gli undici siti di replica ACCS” (valore 14,5 milioni di euro).

Sempre nel 2010, Selex Sistemi Integrati ha ottenuto un contratto del valore di circa 5 milioni di euro dalla NATO Consultation, Command and Control Agency (NC3A) per fornire alle forze armate polacche tre sistemi radar secondari del tipo IFF (Identification Friend or Foe). La società italiana dovrà garantire anche il supporto logistico e l’addestramento degli operatori.

“Con questo nuovo contratto, Selex Sistemi Integrati conferma la sua posizione di fornitore di riferimento nel mercato dei sistemi radar per la difesa aerea in Europa ed in particolare per la NATO”, hanno dichiarato i responsabili di Finmeccanica. “Il sistema radar IFF incrementa la capacità di trasmissione dei dati tra aeromobili e centri di controllo a terra, migliorando le tecniche di riconoscimento ed aumentando la sicurezza del sistema e la protezione delle informazioni”. I nuovi radar saranno integrati con i tre sistemi per la difesa aerea RAT 31DL che la stessa Selex Sistemi ha recentemente installato in Polonia.

 

L'articolo è redatto da Antonio Mazzeo ed inviato attraverso newsletter.
ANTONIO MAZZEO - Militante ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato saggi sui temi della pace e dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa. E' in libreria il suo "I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina" (Alegre Edizioni).
Il suo blog http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/

Commenti autore Commenti utenti Riporta questo articolo sul tuo sito Stampa Spedisci a un amico

Le società produttrici di armi controllate da Finmeccanica si confermano importanti contractor dell’Alleanza Atlantica. Selex Elsag, specializzata nella progettazione ...
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  9 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 9

Portapenne

Licenza Creative Commons
Barcellonanpg.it by Barcellonapg.it is licensed under
a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.barcellonapg.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.barcellonapg.it.

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday55
mod_vvisit_counterYesterday3401
mod_vvisit_counterThis week15210
mod_vvisit_counterLast week38918
mod_vvisit_counterThis month128282
mod_vvisit_counterLast month192871
mod_vvisit_counterAll days1202458

We have: 6 guests, 23 bots online
Your IP: 38.107.179.220
 , 
Today: Mag 23, 2012