| Scritto da Giulia Carmen Fasolo,
21-02-2010 23:33
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Pubblicato in : Rubriche, Cultura |
"Oggi riflesso / nello specchio di ieri / domani riflesso / nello specchio / di oggi / di specchi / di riflessi / è fatto il nostro / essere qui / ora” (Riflessioni).
È essenziale, come questi versi, la poetica di Isodoro Aiello. Ancora una volta, il poeta barcellonese, ci permette di scoprire la sua silloge schiudendo il libro, dividendo ciascuna delle pagine dall’altra, proprio come si fa quando si taglia, si divide, si schiude la carta. E si scopre parte di noi, quella incerta ma anche quella sicura, quella delle emozioni ma anche della razionalità.
Colombe vittoriose (Ed. Il Girasole) è la magistrale riuscita di una forma poetica ormai tipica di Aiello, capace di sminuzzare l’essenza nell’essenzialità, i sensi nelle sensazioni. E se il vivere umano risulta ancora una volta, come nella precedente Silloge (L’Essenziale), difficile (del giorno che fugge parlano gli abissi), diventa vibrante la capacità di avviluppare i significati a pochi termini, essenziali e precisi. Quello vuole dire l’uomo Isidoro, e a quello arriva il poeta Aiello con versi sapienti. Le assonanze e le allitterazioni, di cui è piena la sua poesia, rappresentano il mezzo attraverso cui Isidoro guarda il mondo, come fosse chiuso in una capsula con un foro dal quale sbirciare l’essenzialità di questo mondo, senza farsi contaminare se non nella conoscenza di come difendersi dal superfluo che arieggia intorno a noi. Se nella precedente Silloge si aspirava in qualche modo ad un amore per se stessi e per una donna tanto desiderata, ora sembra che Aiello abbia ben chiaro chi amare e perché (Ti diedi nomi / d’assalto / ti rigirai / sul lato pensoso del cuscino). Risulta chiaro che questo amore è urgente, da mordere, da vivere fino in fondo, che trattiene e allontana (giù dalla rupe dei Leucade / salterei / ma lo stesso nostro amore mi frena).
Non è una poesia qualunque quella di Isidoro Aiello, è una poesia sì ostica, ma profonda e densa di significati altri che sono lontani dalle banalità di ogni giorno. Poesia quasi di nicchia, poesia di eccellenza. In questo modo può essere considerata la penna di Aiello, capace di regalarci purezza (fin dalla copertina), rammarico, ma anche vittoria, capacità di farcela, voglia di arrampicarsi sulle incertezze per arrivare a dati di fatto necessari per la vita di tutti i giorni.
Colombe vittoriose non è un libro da ombrellone, ma è un libro della riflessione, della necessità di ciascuno di noi di fermarsi ad ascoltare quello che quotidianamente non vogliamo sentire, mettiamo a tacere dentro di noi. Se l’anima ruba al cervello (Guai), è pur vero che Aiello è maestro nel riconoscerlo.
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