| Scritto da Barcellonapg.it,
20-08-2010 18:24
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Pubblicato in : Rubriche, Cultura |
Il Gobbo di Notre-Dame è esistito realmente. Nel suo romanzo, «Notre-Dame de Paris», lo scrittore francese Victor Hugo si è ispirato a un personaggio reale per descrivere la figura di Quasimodo. E ora si è scoperto chi è. Si tratta di uno scultore-capo - naturalmente gobbo - impiegato nei lavori di restauro della cattedrale parigina svolti a inizio Ottocento e soprannominato dai suoi uomini Le Bossu. Lo sostengono gli esperti della Tate, galleria inglese d’arte moderna, dopo avere studiato i manoscritti di Henry Sibson (1795-1870), scalpellino inglese che lavorò in Francia su appalti commissionati dal governo. Il diario, diviso in sette volumi e scritto a mano, è stato comprato dalla Tate nel 1999 e da oggi sarà esposto al pubblico nella Hyman Kreitman Reading Room della Tate Britain.
Dopo aver litigato con i capimastri del cantiere di Notre-Dame, Sibson si trova senza lavoro e decide di rivolgersi alle «botteghe» che si occupavano delle statue più grandi su commissione del governo francese. «Qui - rivela - trovai Trajan, una delle persone più gentili che abbia mai incontrato. Lavorava come incisore per lo scultore-capo, il cui nome non mi ricordo. Era gobbo e non amava mischiarsi con gli incisori: gli scalpellini gli avevano dato il soprannome di Le Bossu». Alla fine Sibson è assunto nella sua equipe e si reca nella cittadina di Dreux.
fonte: testo integrale di ilsussiddiario.net |
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