| Scritto da Alfredo Anselmo,
23-05-2011 16:21
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Pubblicato in : Rubriche, Cultura |
Nino Granato, dialettologo, scrittore, uomo di cultura, è scomparso prematuramente all’età di 69 anni, in Messina il 20 maggio 2011. Trapiantato ormai da anni a Barcellona Pozzo di Gotto, è sempre rimasto un novarese nel cuore. Per la precisione un sambasilese.
Uomo semplice, nel senso più nobile del termine, persona ricca di umanità, ha dedicato la propria vita alla famiglia e agli studi sull’amata terra natia. A partire dal monastero cistercense che si trova nell’odierna Badiavecchia e che fu fondato dall’Abate Ugo, divenuto in seguito Compatrono di Novara di Sicilia, e poi gli studi sul gallo-italico, una vera e propria lingua che si parla in questo angolo di Sicilia. Spirito vivo, personalità inquieta quella di Nino Granato e comunque sempre immenso amore e passione nel lavoro come nella vita. Proverbiali le aspre critiche a certo bigottume paesano, o a privilegi ingiusti di notabili del paese a scapito dei “villani”.
Nella città del Longano era stimatissimo ed è stato salutato dagli amici nella sua abitazione di Via Marconi e durante i funerali, celebrati nella Chiesa di San Giovanni. Quindi il ritorno a casa… nella sua San Basilio di Novara di Sicilia, con la benedizione presso la Chiesa cistercense che fu protagonista di tanti suoi studi e libri, conferenze e dibattiti. Chiudiamo con un suo scritto integrale di alcuni anni addietro, che ci fa comprendere la spontanea genuinità di Nino Granato.
AFFINCHE’ LA MIA GENTE SAPPIA
Il borgo S. Basilio è situato nell’ex feudo omonimo che va dal vallone Pietramoligna a S. Anna. Quasi alla foce del torrente VALLEBONA, un tempo sorgeva il monastero cistercense detto S.M.A. o di VALLEBONA, fondato intorno al 1140 o comunque dopo la pace fra Innocenzo II e Ruggero il normanno siglata a Salerno nel 1139 alla presenza di Bernardo di CHIARAVALLE. Dopo la distruzione del monastero e dell’intera vallata (1626), causata da sinistri eventi naturali, gli abitanti del piccolo borgo, (oggi BADIAVECCHIA, da VECCHIA BADIA) ubicato a ridosso del cenobio, lasciano il sito e si sparpagliano nel cuore del feudo, scegliendo località ricche di acqua come PIANOVIGNA, CHIAPPERA, VALANCAZZA, CASECACIULLA (dal filantropo Caciulla), FONTANELLA, RUGGIO, TIMPA SCHIRPELLO, CASE DRAGO, ROCCAZZA (dal nome della grande parete ROCCIOSA e CASEMORTE. Questa mia gente sottomessa dallo strapotere religioso e laico dei novaresi, nel silenzio dei secoli, ha dato vita ad una unità biologica e spirituale, covando nel cuore un sentimento avverso, ribelle nei confronti di questi signori la cui progenie “villana fuit”. Difatti questi stupidi prepotenti ci chiamavano “CRASTI”. Poiché questo lembo di terra, a cui sono morbosamente legato, mi ha dato i natali all’alba del 9-10-1941, servendosi di quell’arcano fine biologico e spirituale, esigo che le mie spoglie mortali vengano cremate, disperse col favore del vento, in questo angolo sperduto dei Nebrodi; diversamente a questa terra devono essere consegnate senza un pianto, senza un fiore, senza una qualsivoglia emozione, senza un simbolo religioso. Solo la seguente scritta dovrà accompagnare l’eternità della non vita: qui giacciono le spoglie mortali di Nino Granato, uno dei tanti sambasilesi. Nino Granato |